Viaggi, ristoranti e pieno carburante: così crollò il Gal

Il processo per peculato all’ex presidente Antonello Solinas Con lui altri 4 imputati. Spese allegre per 400mila euro

ORISTANO. Metti una sera a cena in venticinque coi ragazzi della squadra di calcio e la carta di credito che striscia? Non c’è problema per la spese se poi c’è chi rimborsa, ancor meno se è una società che per reggersi fa riferimento alla Regione e all’Unione Europea. Si chiama(va) Gruppo di Azione Locale, un tempo del Montiferru-Barigardu-Sinis, successivamente Terre Shardana. Dalle ceneri del fallimento della prima versione del Gal sono rimaste però molte carte. In quella serie di fatture, una parte delle quali ieri è finita all’attenzione dei giudici Carla Altieri, Federica Fulgheri e Laura Sulis, c’è la storia delle spese allegre che hanno portato a processo l’ex presidente Antonello Solinas, sua moglie Monica Deias, l’ex direttore Maurizio Cucchiara, l’imprenditore Valentino Brunzu e la consulente Tiziana Tirelli. Dal conto, al momento del fallimento e dell’inchiesta penale, sarebbero mancati circa 400mila euro.

Le fatture. Spariti nel nulla? Le fatture e i loro importi farebbero pensare tutt’altro. Ieri in aula, il sovrintendente della polizia Giovanni Mura, ne ha esaminate trentatré rispondendo alle domande del pubblico ministero Armando Mammone, degli avvocati di parte civile Andrea Deidda, che si occupa di recuperare la cifra del fallimento, e Romina Marongiu che tutela l’ex collaboratrice del Gal Francesca Citroni, in attesa delle domande dei difensori.

Ristoranti e pizzerie. Di fatture o pezze giustificative di cui parlare ce n’è un’altra cinquantina. Per il momento sono state esaminate quelle che riguardano i rimborsi del solo Antonello Solinas. Di tutto e di più, ma il piatto forte erano le ottime pietanze di ristoranti e pizzerie. Ne ha girati parecchie l’ex presidente, capace di invitare in pizzeria l’intera squadra dei suoi allievi dell’Oristanese Calcio. Venticinque coperti, poi diventati sette con un tocco di penna. Un po’ troppi gli ospiti per considerarla una cena di lavoro. Eppure, stando alla ricostruzione dell’accusa, stare a tavola era una goduria. I passaggi in ristorante erano molteplici e i più frequentati erano La forchetta d’oro, Craf, Ele Bistrot, Cocco & Dessì, Cibò Qibò, La pantera, da Giovanni. C’è persino una cena di lavoro il 24 dicembre 2009 nel ristorante Blao.

La benzina. Si lavorava sodo al Gal? Possibile, per cui si attende la risposta della difesa alla versione dell’accusa che mica si è limitata a sbirciare nel piatto di pranzi e cene – nel marzo 2010 se ne contano addirittura sette in nove giorni –. L’agente ha anche posto l’accento sui metodi ingegnosi di rifornimento di carburante e per ottenere i rimborsi chilometrici delle trasferte. La macchina era sempre quella di Antonello Solinas, ma vien difficile da credere che ci stessero tutti quei litri nel serbatoio. Visto il conto dalla pompa sarebbe usciti circa 150 litri. Possibile che le macchine fossero due? Lo chiariranno i testimoni che verranno, mentre il sovrintendente Mura ha spiegato come venissero gonfiati i rimborsi chilometrici: al Gal diceva che andava in missione a Cagliari, in Regione, alla Regione indicava trasferte nello stesso giorno in giro per la provincia. L’importante era scrivere di aver fatto i chilometri.

I viaggi. La tanto utilizzata auto non poteva invece servire in caso di spostamenti oltre mare. Su in aereo allora, con viaggi a Firenze, a Roma con tappa alla Trattoria del sostegno per rifocillarsi, a Bruxelles e persino a Stoccolma per una missione che doveva rilanciare il turismo dell’Oristanese. Rientra nei compiti del Gal la promozione del territorio, peccato che, sempre stando alle accuse, ai viaggi partecipasse
anche la moglie di Antonello Solinas che col Gal nulla aveva a che fare se non l’unione col marito. E non era sola perché spesso in viaggio ci finiva anche la sua amica, moglie dell’imputato Valentino Brunzu, che negli anni passati era stato presidente della Pro Loco di Baratili.

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