Il Comune spiato, in aula la Dda

L’imputata è una ex assistente sociale, in un anno oltre 2000 accessi via web al Servizio protocollo

ZERFALIU. Oltre duemila accessi al servizio Protocollo in meno di undici mesi. Così tante volte, Giovanna Andria, assistente sociale del Comune di Zerfaliu, aveva frugato, dalla sua postazione, nel servizio Protocollo dell'ente. Era stata poi licenziata per accesso abusivo al sistema informatico, al culmine di una serie di procedimenti disciplinari, che la vedevano protagonista di varie inadempienze sul posto di lavoro.

Secondo l'accusa, e dato l'oggetto delle ricerca nel software comunale, la donna cercava di carpire le interlocuzioni in corso tra amministrazione e Procura della Repubblica di Oristano, in merito ad un procedimento, a suo carico, per truffa.

I controlli telematici fanno riferimento al periodo tra giugno 2013 e maggio 2014. Il capo di imputazione del processo penale in corso è il 615ter, la cui competenza territoriale spetta alla Direzione distrettuale antimafia, coordinata dal procuratore Paolo De Angelis. Che ci siano infiltrazioni mafiose in un paesino con poco più di mille abitanti? È quello che si vuole verificare attraverso il processo in corso. Niente è da escludersi, neanche le possibili complicazioni che potrebbero derivare da un accesso abusivo ai dati sensibili di un'amministrazione comunale da parte di un dipendente dell'ente, motivo per cui la competenza funzionale per questa imputazione è della direzione distrettuale antimafia.

La vicenda che vede protagonista Giovanna Andria prende le mosse da una serie di procedimenti disciplinari, cinque in tutto, contestati all'assistente sociale dall'amministrazione comunale. Il più eclatante, per accesso abusivo al sistema informatico e telematico del Comune è culminato nel licenziamento dell'assistente sociale il 16 settembre 2014. Provvedimento confermato dalla Corte d'appello di Cagliari lo scorso aprile.

Secondo quanto emerso dalle indagini, la donna, dal suo ufficio comunale e in orario lavorativo, tra giugno 2013 e maggio 2014, aveva effettuato oltre 2138 accessi al servizio Protocollo. Tante ricerche che, ad un'attenta analisi dei tabulati del software comunale, sono risultate ancora più anomale. Tra gennaio e maggio 2013, gli accessi giornalieri della stessa utenza oscillavano tra i tre e gli undici. Una cifra ben inferiore ai 148 accessi registrati, come apice, nella sola giornata del 22 gennaio 2014. Un controllo sempre più fitto dei documenti dell'ufficio Protocollo che - si evince nelle carte - sarebbe avvenuto in concomitanza dell'avanzamento delle indagini sul progetto intercomunale Poi, tra Zerfaliu, Solarussa e Siamaggiore, e nell'ambito del quale l'assistente sociale fu sottoposta ad un provvedimento disciplinare sfociato in due procedimenti penali. Il primo dal Comune di Zerfaliu per truffa, il secondo dalla Procura della Repubblica di Oristano per accesso abusivo al sistema informatico.

Mercoledì mattina, di fronte al giudice Carla Altieri, è iniziato l'esame dei testimoni indicati dal procuratore distrettuale antimafia. Sono stati ascoltati un vigile urbano e la segretaria comunale. Quattro ore di udienza per verificare quale fosse la condotta
dell'assistente sociale. Nella prossima, il 16 gennaio, verrà ascoltato il sindaco, Pinuccio Chelo, che per primo si fece garante di una “giustizia sociale” verso i suoi concittadini, che da tempo subivano ritardi nell'erogazione dei servizi sociali.

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