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I nuovi progetti di Abbanoa Ma il Psd’Az attacca il gestore

BOSA. Superata l’emergenza idrica, l’attenzione di amministratori, forze politiche e cittadini si appunta su responsabilità e soprattutto sulle possibili soluzioni promesse dal gestore idrico per la...

BOSA. Superata l’emergenza idrica, l’attenzione di amministratori, forze politiche e cittadini si appunta su responsabilità e soprattutto sulle possibili soluzioni promesse dal gestore idrico per la sostituzione dei punti maggiormente critici e malmessi del serpentone in cemento amianto che permette all’acqua potabile di raggiungere la costa centro occidentale.

«È stato massimo l’impegno dei nostri tecnici per riparare il guasto in condizioni davvero estreme», ha spiegato il direttore generale di Abbanoa, Sandro Murtas, richiamando al fatto che il punto dove si è aperta l’ultima falla, costata quasi una settimana di pesanti disagi ed un imponente spiegamento di forze della Protezione Civile, era irraggiungibile dai mezzi ordinari perché in una zona particolarmente impervia delle campagne di Monte Crispu.

«Purtroppo l’acquedotto di Bosa è uno degli esempi più lampanti della situazione in cui si trovano le infrastrutture del Servizio idrico integrato in Sardegna. Nonostante le innumerevoli complessità burocratiche che contraddistinguono l’iter di un’opera così rilevante, abbiamo stanziato i fondi, completato le progettazioni ed eseguito la gara per la sostituzione integrale del primo lotto da Monte Crispu al centro di Bosa: i lavori inizieranno entro marzo e si completeranno in 70 giorni. Nelle prossime settimane bandiremo la gara anche per il secondo lotto da Monte Crispu a Barasumene. Procediamo speditamente per la risoluzione definitiva del problema», assicura Murtas.

Sarà quindi necessario attendere la primavera 2019 prima di vedere aperto almeno uno dei due cantieri in programma. Le rassicurazioni di Abbanoa non hanno però tranquillizzato i partiti presenti a Bosa. Il Psd’Az affila le armi della protesta e comunica
di aver inviato una nota-esposto alla direzione del Codacons Sardegna. I Quattro Mori chiedono all’associazione che tutela i diritti dei consumatori una serie di verifiche «compresa la quantificazione del risarcimento dovuto», per i disagi dell’ultima emergenza idrica. (Al.Fa.)

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