Sartiglia e antidoping: tutto rimandato a gennaio

Slitta al 7 la convocazione dei 5 cavalieri alla Procura nazionale del Coni E tra qualche giorno la loro Associazione potrebbe votare lo scioglimento

ORISTANO. Il Natale lo trascorreranno tranquillo, ma la spada di Damocle della Procura nazionale antidoping resta ancora sospesa almeno fino al 7 gennaio. Per quella data, infatti, cinque dei sei cavalieri della Sartiglia che avrebbero eluso i controlli compiuti dalla Nado Italia, disposti dall’ex questore Giovanni Aliquò durante la corsa alla stella del 2018, dovranno rispondere davanti alla giustizia sportiva di violazioni nelle procedure antidoping. Per ieri erano stati infatti convocati i fratelli Marco e Roberto Pau, Gianluca Russo, Paolo Rosas e Peppe Frau. Tesserati Coni, come tutti i cavalieri della Sartiglia, sono tra coloro per i quali l’esame incrociato del dna disposto dalla Procura della Repubblica di Oristano (che li accusa di scambio di identità) ha dato esito positivo. Tre di loro, i fratelli Pau e Paolo Rosas sono anche istruttori della Federazione italiana sport equestri, e le decisioni della giustizia sportiva per loro potrebbero avere conseguenze che vanno oltre la possibilità di correre la Sartiglia.

Quella di ieri era la seconda convocazione: la prima era per mercoledì 12 dicembre, ma la concomitanza con l’incidente probatorio nell’inchiesta penale per il presunto scambio di identità ha avuto la precedenza.

Da qui al sette gennaio però potrebbero mutare molte cose. Potrebbe arrivare alla conclusione l’inchiesta penale che riguarda nove cavalieri (oltre a quelli convocati dalla Procura antidoping, ci sono Giuseppe Catapano, Daniele Ferrari Marco e Francesco Serra), il presidente dell’Associazione cavalieri Francesco Castagna e il vice presidente della Fondazione Sartiglia Marzio Schintu. C’è poi un altro aspetto, ossia la convocazione per il 21 dicembre dell’assemblea dell’Associazione cavalieri, che tra i punti all’ordine del giorno ha il suo scioglimento. Sul motivo, il presidente Francesco Castagna parla di una generica «volontà da parte della maggioranza dei soci». L’Associazione aderisce al Coni che fissa regole rigide anche sull’antidoping; scioglierla potrebbe voler dire uscire dal Coni – per quanto Castagna abbia precisato di aver già fatto domanda per rinnovare l’affiliazione
– e dai suoi paletti. Ma anche perdere importanti coperture assicurative. Senza contare che, al di là della Procura antidoping, ci sono le norme che riguardano le manifestazioni a cavallo e che potrebbero comunque pesare in caso di condanne per questioni legate alle procedure antidoping.

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