molti rinunciano alle scorte 

La lunga trafila delle imprese per ottenere i rifornimenti

ORISTANO. Non solo a casa. I disagi per la mancanza di acqua potabile si estendono al resto della città e coinvolgono in particolare le attività commerciali. Un esempio arriva dallo storico...

ORISTANO. Non solo a casa. I disagi per la mancanza di acqua potabile si estendono al resto della città e coinvolgono in particolare le attività commerciali. Un esempio arriva dallo storico caseificio Cuozzo, dove il titolare Francesco Cuozzo spiega la trafila a cui si è costretti per rifornire d’acqua la propria attività attraverso le autobotti.

Per prima cosa bisogna recarsi agli uffici di Abbanoa in via Toscanini per presentare la domanda. Da lì si viene mandati in un altro ufficio che dà l’autorizzazione, quindi ci si può recare a Silì per fare il rifornimento d’acqua ovviamente pagando anche questo servizio come se non fosse un rimedio a un disservizio su cui l’utente non ha colpa.

Insomma, una trafila alquanto lunga e siccome c’è da lavorare, molti titolari di attività commerciali
e di ristorazione hanno rinunciato a passare la mattina ad essere rimblazati da uno sportello all’altro. Hanno subito un danno economico, ma la realtà è questa e con essa bisogna fare i conti sperando che da qui a Natale, giorni di grandi spese, non ci siano problemi. (e.carta)

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