La demolizione finisce con gli spari e un arresto

Terralba, l’episodio a Tanca Marchese: 71enne si oppone a una ordinanza Mostra il fucile a una vigilessa, costretta a sparare in aria come avvertimento

TERRALBA. Fucile, pistola e uno sparo verso il cielo. La demolizione di un ponticello all’interno di un terreno privato a Tanca Marchese è iniziata in maniera alquanto agitata e solo l’esperienza e la capacità di mantenere il sangue freddo da parte dei carabinieri, in una situazione che andava facendosi incandescente, ha evitato un finale meno pacifico rispetto a quello che poi si è avuto qualche giorno fa in tribunale. Giancarlo Isoni, 71 anni, proprietario del terreno, ha chiuso la giornata con un patteggiamento di cinque mesi per minacce.

Quando ha visto arrivare nel suo terreno gli agenti della polizia locale accompagnati da una ruspa e dall’ordinanza di demolizione del ponticello abusivo, non l’ha presa benissimo. In realtà era da tempo che quel ponticello doveva essere buttato giù visto che inglobava un canale e che, oltre che abusivo, risultava pericoloso proprio per la presenza dell’acqua. La demolizione intimata non era però mai stata eseguita e così il Comune ha dovuto mandare gli agenti della polizia locale e la ruspa per dare un seguito all’ordinanza.

Il padrone di casa non ha però gradito quell’intrusione e al posto di un amichevole: «Prego signori, si accomodino», si è presentato con in braccio un fucile. Alla vista dell’arma l’agente di polizia locale ha pensato di dover prendere adeguate contromisure e per mettere in guardia colui che aveva di fronte e fargli capire che non era il caso di ricorrere alla polvere da sparo, ha fatto partire un colpo di pistola in aria. Subito dopo ha preso il telefono e chiesto l’intervento dei carabinieri che hanno raggiunto il terreno di Tanca Marchese e riportato la calma.

Il fucile, detenuto legalmente, è stata riposto in un angolo e la calma ha regnato di nuovo sovrana nelle campagne di Tanca Marchese. Il problema è stato che quel fucile non doveva proprio spuntare fuori, che un’ordinanza va rispettata e che non farlo è un atto contrario alla legge. Un reato. A quel punto non è rimasto altro da fare se non procedere al fermo di Giancarlo Isoni che si è così ritrovato di fronte al giudice dove ha scelto la strada più breve per chiudere rapidamente il suo piccolo problema con la giustizia. Ha infatti patteggiato cinque mesi
con la sospensione condizionale della pena e si è dovuto anche arrendere di fronte all’ordinanza di demolizione del ponticello della discordia. La ruspa farà il suo compito, perché così dicono la legge e le norme di sicurezza legate alle questioni edilizie, ambientali e paesaggistiche.

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