Beni culturali, stop alla gestione unica

Non si farà l’accorpamento tra Museo e Fondazione Sartiglia caldeggiato da Fortza Paris e osteggiato dai Riformatori

ORISTANO. L’accorpamento non s’ha da fare. La gestione unica dei beni e degli eventi culturali ad opera di una fondazione che mettesse assieme le mille sfaccettature della cultura cittadina muore prima ancora di nascere. Sembra quasi un aborto spontaneo, dettato dal fatto che l’idea oristanese sarà sorpassata dalla legge regionale che verrà approvata al rientro dalle vacanze, in realtà dietro la scelta di mettere tutto nel cassetto c’è anche l’esigenza di far sopire i malumori che si erano creati nella maggioranza che si era spaccata in due. Da una parte Fortza Paris con l’avvallo di Forza Italia e altre compagini che aveva avanzato la proposta che avrebbe consentito di gestire una abbondante e danarosa fetta di torta e di potere; dall’altra i Riformatori che avrebbero mal digerito un simile accorpamento. Vedevano in ciò prima di tutto un’aberrazione della gestione della cultura: una fondazione unica avrebbe fagocitato tutto e il contrario di tutto rischiando di svilire ciò che ha un valore davvero culturale. E i Riformatori vedevano in ciò anche un pericoloso spostamento degli equilibri politici: la cultura sarebbe stata trasformata in un centro di potere con il cuore posizionato in un punto ben preciso dello schieramento che sostiene l’attuale maggioranza in consiglio comunale.

Succede però che la Regione abbia intenzione di ampliare l’estensione delle proprie competenze e reso di fatto inutile l’accorpamento. L’8 o il 9 gennaio a Cagliari si voterà la legge – c’è anche l’azione del leader dei Riformatori Attilio Dedoni e forse non è un caso – con cui le Fondazioni e più in generale i poli culturali avranno una regia e una gestione unica a livello regionale. Questo ovviamente tarpa le ali al disegno dell’amministrazione che così ha deciso di fermarsi e di non procedere con l’accorpamento tra Fondazione Sartiglia, Museo Antiquarium Arborense e altre realtà culturali gestite dall’ente pubblico. Peraltro lo stesso ente pubblico aveva intenzione di farsi carico dell’assunzione dei dipendenti che oggi dipendono magari da cooperative o altri soggetti privati che si occupano della
gestione del bene culturale. Del resto avrebbe avuto senso rischiare uno scontro in maggioranza per qualcosa che a breve non avrà più una guida oristanese? No e infatti dall’ordine del giorno del consiglio comunale è sparito proprio il punto in cui si doveva discutere dell’accorpamento.

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