Droga, per i carabinieri è allarme

Il 2018 da record in provincia per i sequestri di cannabis, il delitto Careddu maturato in quell’ambiente

ORISTANO. La legge della domanda e dell’offerta regola il mercato della produzione di stupefacenti nella provincia di Oristano, e di conseguenza anche il suo aumento. Ne sono convinti i carabinieri il cui comandante provinciale, tenente colonnello Domenico Cristaldi, ha acceso i riflettori su un fenomeno di proporzioni dirompenti nella provincia, almeno nell’ultimo quadrimestre 2018. Deflagrato con l’omicidio di Manuel Careddu, il ragazzo di Macomer ucciso tra Ghilarza e Soddì per un debito di droga, che ha condotto all’arresto di sei giovanissimi: «È nel contesto del consumo e dello spaccio degli stupefacenti che è maturato l’omicidio, un fatto che impone delle riflessioni agli investigatori e alla comunità. Dobbiamo investire soprattutto in termini di prevenzione, è la fascia adolescenziale quella in cui si trovano i principali consumatori di droghe cosiddette leggere. Anche se i dati precisi del consumo ci sfuggono», ha detto Cristaldi. Non sfuggono invece i numeri che riguardano l’impennata dei ritrovamenti di cannabis: negli ultimi quattro mesi, quattro piantagioni con tremila piante, per un valore stimato sul mercato di circa un milione di euro, un centinaio di chili di marijuana essiccata per un equivalente di circa 800mila euro. Sono complessivamente 24 le persone arrestate per la coltivazione e lo spaccio di stupefacenti.

«Siamo di fronte a numeri nuovi e molto più preoccupanti rispetto agli anni precedenti, ecco perché la mission dei carabinieri per il prossimo anno sarà la lotta alla coltivazione e allo spaccio, ma anche le azioni per stare accanto alle fasce a rischio», ha proseguito Cristaldi, che per il resoconto delle attività 2018 ha voluto accanto a sé il comandante della Compagnia di Mogoro, capitano Nadia Gioviale, il maggiore Mariano Lai, comandante del Nucleo investigativo del Comando provinciale, e il luogotenente Dore, comandante della stazione di Oristano.

Non è soltanto un aumento quantitativo. È la qualità della produzione che preoccupa. Caratteristiche da filiera, un’attività organizzata nei minimi dettagli. «Le piantagioni possono prosperare perché il terreno è fertile e c’è presenza d’acqua. Ma erano organizzate con impianti di irrigazione, essiccatoi. Insomma, la filiera completa». Ha ribadito Cristaldi. In una di queste, c’era anche un fucile. Non ci sono ancora gli estremi per pensare a reati di tipo associativo, ma i carabinieri non escludono che gli sviluppi delle indagini possano portare a questo. Chi si occupa di spaccio di stupefacenti non ha problemi a varcare i confini territoriali: và dove il mercato lo richiede.

E se l’argomento droga è un tasto sensibile anche per i risvolti sociali, «Bisogna che i ragazzi raggiungano la consapevolezza adeguata degli effetti del consumo di stupefacenti», il colonnello Cristaldi ha esposto la sua visione del territorio, così come percepita nei tre mesi di servizio nel capoluogo. Ci sono dati incoraggianti per quanto riguarda la percezione che i cittadini hanno dell’Arma, tanto è vero che l’86 per cento dei delitti consumati in provincia viene denunciato ai carabinieri, presenti con 39 stazioni. Il trend degli arresti è in salita, il 5 per cento in più rispetto al 2017, mentre le rapine e i furti sono in drastico calo: meno 42 per cento per le rapine, meno 13,8 per cento dei furti. I delitti denunciati sono calati complessivamente del 9,2 per cento. Naturalmente questi numeri si riferiscono alle denunce ricevute dai carabinieri, che nel 2018 hanno controllato 45mila persone e 33mila auto.

C’è un altro aspetto, ed è quello che riguarda l’incoraggiamento ai cittadini perché rompano il muro di omertà quando si tratta di denunciare reati delicati, come la violenza di genere o quelle subite in famiglia: proprio pochi giorni fa la compagnia di Mogoro ha arrestato un uomo che maltrattava e abusava del fratello. Una delle situazioni da trattare, come è stato fatto,
con estrema professionalità e con una vicinanza particolare a chi le subisce. Tra i risultati di rilievo, anche l’operazione “Albergo diffuso”, un giro di prostituzione scoperto nel capoluogo, con la denuncia di sei persone e il sequestro di otto abitazioni per un valore di 800mila euro.

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