Bosa, priorità ai cantieri aperti

Dall’Isola Rossa alla Cattedrale sino alla chiesa di Sant’Antonio: molti siti attendono ulteriori fondi

BOSA. L’area portuale dell’isola Rossa, off limits per i danni provocati dalla mareggiata di fine ottobre 2018, va riaperta al più presto. Questo l’obiettivo dell’amministrazione che, dopo aver decretato lo Stato di calamità, metterà mano a fondi propri per un intervento che possa risolvere almeno una parte delle criticità. Ma altre ombre incombono ad esempio sullo stato di diversi monumenti: la Cattedrale e la chiesa di Sant’Antonio in primis. «Alcuni risultati sono alle porte, dopo il lavoro condotto in silenzio e senza grandi proclami dall’amministrazione», sottolinea il sindaco Luigi Mastino. Bosa Marina è orfana da qualche mese di una delle aree e dei monumenti fra i più gettonati da locali e turisti. Da anni infatti è chiuso l'accesso alla storica torre mentre da ottobre è praticamente interdetto l'accesso all’isola Rossa, su disposizione della Guardia Costiera dopo i danni di una mareggiata.

«A novembre abbiamo decretato lo Stato di calamità. Da allora decorrono 180 giorni per intervenire: lo farà il Comune con fondi propri per la sistemazione del manto stradale danneggiato, il progetto è già nelle mani di un tecnico», assicura il sindaco. Resta il nodo della testata del porto commerciale, inclinata pericolosamente, e della riapertura della torre. «In questo occorrono fondi consistenti, dovrà quindi attivarsi la Regione tenendo conto però anche del continuo insabbiamento della rada«, replica Mastino. Sulla torre incombe sempre il problema della messa in sicurezza del percorso di accesso, forse da risolvere utilizzando una parte dei fondi dell’imposta di soggiorno. «È già stato finanziato un progetto per la sistemazione della scalinata lato sud della spiaggia di Turas che prevede anche la realizzazione di opere che evitino il continuo insabbiamento del lato est del muraglione Caduti di Cefalonia a Bosa Marina». Nella città del Temo resta, fra i siti di maggiore interesse, parzialmente inagibile la Cattedrale, mentre la chiesa di Sant’Antonio è ancora chiusa. «Nei giorni scorsi ho inviato ancora una volta all’Unione dei Comuni Planargia la scheda per l’intervento in Cattedrale. L’ente potrebbe finanziarlo con 700mila euro, 350mila sono già stati richiesti alla Regione, a cui aggiungere altri 350mila euro che la diocesi di Alghero-Bosa è disposta a finanziare. Sia chiaro che su questo bene il comune non può intervenire direttamente, in quanto appartiene a parrocchia e diocesi. Possiamo sollecitare, e qui si tratta anche di un intervento di rilievo, enti che hanno possibilità finanziarie ben più ampie di quelle comunali». Per Sant’Antonio fra qualche giorno si celebra la festa religiosa che tra l’altro è anche data convenzionale
per l’apertura ufficiale del Karrasegare. «La Regione ha finanziato con 150mila euro il restauro della chiesa, che il comune ha già messo in sicurezza». In questo caso l’intervento dovrebbe essere celere perché il prezioso bene sulla sponda sinistra del Temo possa riaprire i battenti.

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