Progetto Torregrande: ambientalisti all’attacco

Per mercoledì indetta una assemblea sulle osservazioni da inviare in Regione Contestata l’iniziativa turistico-immobiliare proposta dalla di Ivi petrolifera

ORISTANO. Non si placano le polemiche sul progetto di riqualificazione turistica di Torre Grande presentato dall’Ivi Petrolifera. Il Gruppo di intervento giuridico di Oristano e il Comitato di cittadini per la tutela e lo sviluppo di Torre Grande, hanno organizzato, per mercoledì alle 17, al Centro servizi culturali, un’assemblea pubblica per presentare e consentire al maggior numero di cittadini di firmare le osservazioni da indirizzare al Servizio di valutazione ambientale della Regione alla procedura di Via. I tempi sono stretti: il 19 gennaio scadono infatti i termini per la presentazione delle osservazioni. Proprio per questo, gli organizzatori dell’assemblea confidano di permettere al maggior numero di persone di partecipare all’iniziativa che, se accolta dalla Regione, non bloccherebbe il progetto ma lo modificherebbe in maniera importante. «Il Programma integrato prevede la realizzazione di un imponente complesso turistico-residenziale con annesso percorso golfistico e di opere di urbanizzazione secondaria, per il pubblico interesse, articolato in due parti. Una sola di esse, di appena 13 ettari, ricade all'interno della proprietà della IVI, a fronte di ulteriori 100 ettari di terreno pubblico inglobati nel progetto», ricordano in una nota i promotori dell’assemblea di mercoledì. Ambientalisti e Comitato, da subito hanno criticato la scelta di realizzare in un’area di 100 ettari, che comprende una parte della pineta e diversi terreni agricoli, un campo da golf ed altre strutture turistiche. Secondo il Gruppo di intervento giuridico, che ha già depositato le proprie osservazioni, il rischio è che una grande area di proprietà pubblica possa essere utilizzata a fini privati, dunque sottratta alla libera fruizione. L’autorizzazione è contenuta nella delibera commissariale, 96 del 24 maggio 2012, poi perfezionata e ratificata dalla Giunta Tendas. Secondo gli ambientalisti, sarà impossibile conciliare l’uso pubblico con un campo da golf recintato, gestito da privati «non certo gratuito e quindi circoscritto solo a determinate persone».

Secondo gli ambientalisti, per recuperare allo stato di abbandono della pineta, «avrebbe stato più coerente e più vantaggioso per la collettività portare avanti la procedura già avviata tra il Comune di Oristano e l'Ente Foreste che aveva già deliberato, a marzo 2011, di assumere in concessione la pineta
per gli obiettivi istituzionali propri dell'Ente». Comitato e Gruppo di intervento giuridico chiedono di capire per quale motivo non sia stato portato avanti il processo di concessione «mandando invece avanti un progetto che rischia di provocare modifiche ambientali irrimediabili».

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