Bosa, tradizione rispettata: il falò per S.Antonio si farà

Intervento del Comune dopo la rinuncia dell’associazione religiosa Il sindaco Mastino assicura: «Ci occuperemo di allestire la pira votiva»

BOSA. Il grande falò di Sant’Antonio si farà, con imprimatur istituzionale. Sarà il comune dopo l’annuncio dell’associazione religiosa Sant’Antonio di non potersi impegnare quest’anno, ad allestire e accendere la grande catasta di legna vicino al fiume, il pomeriggio del 16 gennaio.

«Credo che i festeggiamenti in onore Sant’Antonio siano una tradizione che va rispettata. Sarà il comune, con un’attività di supplenza, ad allestire il fuoco. Se c’erano cose da recriminare o problemi, però, sarebbe stato sufficiente venire a parlare col sindaco, avremo trovato una soluzione», afferma il primo cittadino. Sul contributo alla Sant’Antonio Mastino aggiunge che questo «era stato concesso lo scorso anno, ma per poter liquidare la somma tutto va rendicontato in maniera corretta».

Nei giorni scorsi il direttivo dell’associazione religiosa presieduta da Ignazio Arzu aveva gettato la spugna di fronte ad una serie di norme di prevenzione, adempimenti e responsabilità sempre più pressanti e vissute in solitudine. «Accenderemo un piccolo falò, distribuiremo il pane benedetto, ci sarà la festa sociale, ma nulla più», il programma 2019 della Sant’Antonio. «A queste condizioni rinunciamo ad allestire la grande pira votiva, lo faccia il comune», aveva scritto ieri in una nota Arzu, lanciando un provocatorio appello.

«Il fuoco ci sarà», assicurano ora dall’ente locale, che si impegna a garantire l’allestimento della pira votiva. «Dispiace, ed effettivamente c’è un po’ di amarezza, per quanto accaduto. Ognuno poi veda quelle che sono reali motivazioni di certi comportamenti», aggiunge il sindaco. «Evidentemente in altri centri, grandi e piccoli si attivano, per tempo, associazioni ed organizzazioni. a Bosa probabilmente con le vecchie amministrazioni si sono costruite cattive abitudini», ha concluso il sindaco.

Il fuoco dedicato a Sant’Antonio a Bosa si accende da secoli. La pira votiva, attorno alla quale ruotano per tre giri in senso orario e per tre in senso antiorario i fedeli per scongiurare il mal di pancia, così vuole la tradizione, si allestiva sul lato destro del ponte in trachite, in uno slargo in terra battuta a due passi dalla chiesa. In quella zona però anni fa venne realizzata una delle pompe di sollevamento reflui, ed una piazzetta. Per queste ragioni il falò votivo è stato spostato gioco forza sul lato sinistro del ponte, nella darsena fluviale. Ai sempre esistiti problemi di logistica ed
organizzazione della festa si sono aggiunti quelli di una normativa sempre più stringente per adempimenti legati alla sicurezza. Un iter che ha messo in croce soprattutto piccoli comitati e associazioni, e che spesso, come in questo caso ha logorato anche i rapporti con gli enti locali.

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