Solar Power, parola alla procura

La Forestale ha concluso gli accertamenti. La prossima settimana resoconto al pubblico ministero

ORISTANO. Vertice in procura e dita incrociate in quel di Tiria. La prossima settimana dovrebbe essere decisiva per l’impianto di produzione di energia misto. Nei giorni scorsi gli agenti del Corpo forestale hanno concluso gli accertamenti, dopo aver ricevuto un ulteriore incartamento da parte del comitato che si oppone alla costruzione dell’impianto da parte della ditta Solar Power di Bolzano. Così, adesso, sembra davvero che non ci siano altri aspetti da sviscerare sulla tanto complessa vicenda che da cinque anni sta catturando l’attenzione non solo dei residenti della borgata di Tiria, ma anche dell’intera comunità oristanese e di quella di Palmas Arborea il cui territorio confina con quello del capoluogo.

Il passo in avanti fatto dagli agenti della Forestale coordinati dal comandante Ugo Calledda che agisce su mandato del sostituto procuratore Marco Cocco significa che ormai l’inchiesta – al momento contro ignoti e magari tale resterà – è alla stretta finale. Più di ogni altro aspetto sono le questioni urbanistiche quelle che continuano ancora a tenere banco. Il comitato, nella sua ultima integrazione, a dire il vero ha puntato il dito contro un’altra questione procedurale ovvero la pronuncia favorevole all’impianto, fatte salve alcune ulteriori prescrizioni, che la Regione ha dato nonostante l’inchiesta penale fosse già stata avviata da qualche mese. Evidentemente negli uffici cagliaritani i funzionari e anche la parte politica si sentono quanto mai al sicuro e sono convinti di aver agito legittimamente.

Al di là delle schermaglie tra comitato e Solar Power, quel che più conta è il parere che uscirà dal confronto tra il pubblico ministero e la Forestale che verterà in particolare sulle mai del tutto chiarite questioni urbanistiche. Una su tutte: può l’impianto sorgere in una zona agricola? In teoria la legge regionale non ammette limitazioni, ma, trattandosi di una zona agricola, vi può sorgere un impianto industriale col solo parere favorevole della giunta comunale? O sarebbe servito anche il sì del consiglio comunale per approvare la variante? È bene ricordare che l’aula votò contro il provvedimento sostenuto – da qualche assessore non troppo volentieri – dall’esecutivo Tendas. Fondamentalmente, se mai vi sono profili di rilevanza penale, sono tutti contenuti in questo singolo aspetto. Un altro argomento che potrebbe avere rilevanza è quello legato al fatto che la delibera
fu licenziata indicando che non ci sarebbero state questioni che riguardavano il bilancio comunale. In realtà non è così, perché dei soldi che entrano in cassa ci sono, visto che la Solar Power dovrebbe pagare il canone annuale e altri tributi al Comune.

La parola alla procura.

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