Sartiglia, Aliquò chiede i danni

Ex questore parte civile al processo contro sei cavalieri accusati di averlo assediato: vuole 15mila euro

ORISTANO. Vuole 15mila euro di danni, «Un risarcimento simbolico da dividere tra tutti e sei gli imputati». Più che altro, come rimarcherà a fine udienza il suo avvocato Giovanni Maria Giaquinto, «È una richiesta figlia dell’affermazione di principio per ottenere una risposta di giustizia di fronte a un comportamento certamente illegale». Il ritorno dell’ex questore Giovanni Aliquò a Oristano è nell’aula del tribunale. Da una parte c’è il funzionario, dall’altra i sei cavalieri della Sartiglia accusati di averlo oltraggiato e minacciato e di averlo costretto a interrompere il pubblico servizio che stava svolgendo.

Se davvero ci sia stato un comportamento che ha violato la legge lo stabilirà il processo che, dopo l’udienza filtro di ieri, entrerà nel vivo il 22 marzo e vedrà sul banco degli imputati le due pariglie dei componidori della Sartiglia dell’anno scorso coi due componidori stessi. I fatti, conosciuti da tutta la città visto l’ambito nel quale si svolsero, risalgono al martedì di carnevale dello scorso anno, quando il questore Giovanni Aliquò sarebbe finito sotto assedio per opera di Antonio Giandolfi, unico imputato a cui viene contestato l’oltraggio oltre alle minacce, Andrea Manias e Andrea Piroddi che formavano la pariglia del capocorsa della Sartiglia di domenica; e ancora Andrea Solinas, componidori del martedì di carnevale, e i suoi compagni di pariglia Alessio Garau e Gianluca Russo.

Visto che il processo deve ancora entrare nel vivo e lo farà con le testimonianze dello stesso Giovanni Aliquò e degli agenti di polizia Marco Mirabelli e Gianni Zanfardini, più che l’aula è stato l’esterno del tribunale a regalare un piccolo cenno di quel che sarà. Da una parte il pubblico ministero e l’avvocato di parte civile che hanno fatto riferimento a un filmato già agli atti che verrà esaminato, dall’altro il collegio difensivo con gli avvocati Adriano Sollai, Monica Masia, Romina Marongiu e Carla Greggiu che è convinto che proprio quelle immagini segneranno il tramonto per le accuse.

Queste erano nate dalla denuncia dello stesso questore che, secondo la ricostruzione del pubblico ministero, sarebbe stato costretto a rifugiarsi dentro la postazione dei medici dell’antidoping mentre veniva insidiato dai sei cavalieri in sella i quali, contemporaneamente, l’avrebbero bersagliato di insulti e minacce perché irritati dalla gestione proprio dei controlli
antidoping sui cavalieri. Le procedure avrebbero infatti intralciato lo svolgimento canonico della giostra e impedito ai capicorsa di svolgere il proprio ruolo in tranquillità rovinando così la giornata di festa.

Chi avrà ragione alla fine?

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