Tharros, torna l’entusiasmo tra i tifosi

Il trio Corona, Mura e Nulchis riporta la speranza sugli spalti. «Ma le difficoltà non sono passate»

ORISTANO. Si respira aria nuova in casa Tharros. Una ventata di frizzante ottimismo che rappresenta una novità se si pensa agli ultimi anni. La triade composta da Bruno Corona, Tonio Mura e Maurizio Nulchis ha tracciato il sentiero per la salvezza e i primi incoraggianti risultati non si sono fatti attendere, riaccendendo le speranze dei tifosi. «Buona parte del merito va riconosciuta a signor Corona – ha riconosciuto il tecnico – si è trovato in una situazione paragonabile a quella di alcuni decenni fa, quando riuscì nell'impresa di salvare la società. C’era il rischio concreto che la Tharros non riuscisse a portare a termine il campionato, poteva contare solo su un gruppo di 7-8 giovani calciatori. A loro va riconosciuta la dedizione con cui hanno mostrato attaccamento alla causa: molti, al posto loro, avrebbero abbandonato la nave». Le vittorie contro Gergei e Isola di Sant'Antioco hanno riacceso le speranze. Ma la strada che porta alla salvezza resta in salita: «Il momento resta difficile, non possiamo pensare che le ultime vittorie abbiano cancellato tutti i problemi. Ma quantomeno adesso siamo una squadra e vediamo uno spiraglio. Ci attendono due partite casalinghe: nel caso in cui riuscissimo a conquistare 4 punti su 6 l'obiettivo inizierebbe a diventare più concreto. Ma non è il momento di fare calcoli o di cullarci su due risultati positivi, adesso dobbiamo solo pedalare perché dobbiamo recuperare terreno». Per diversi mesi il campo ha avuto un’importanza marginale, accantonato rispetto ai problemi societari. Nulchis è stato chiamato a cementare un gruppo che ha visto l'arrivo di diversi volti nuovi in pochi giorni. "Sarei presuntuoso se pensassi di aver inciso sul piano tecnico in così poco tempo. Cerco di dare il mio contributo, così come stanno facendo i nuovi arrivati che hanno sposato la causa». Considerata la situazione che avete ereditato, quanto è stato difficile convincere i nuovi giocatori a sposare la causa? «Nell'ambiente calcistico ci si conosce. Quando mi hanno chiesto la disponibilità per allenare la Tharros conoscevo la serietà dei dirigenti. Lo stesso discorso vale per i calciatori contattati. Tonio Mura non ha affiancato signor Corona per conquistare una salvezza in prima categoria, ma per un programma che si estende in più anni e che prevede di portare la Tharros in altre categorie». Tra gli obiettivi del nuovo corso c'è anche quello di rinvigorire l'orgoglio di una piazza rimasta aggrappata alla propria storia: «Oristano è una piazza particolare, ma tante persone sono legate alla Tharros. Credo che in tanti potranno riavvicinarsi a questi colori grazie al lavoro di chi sta rilevando la società. Gente di calcio, che conosce l'ambiente e che lo ha sempre seguito nelle diverse categorie. Riusciranno a trasmettere il loro entusiasmo, ma ovviamente non potranno fare tutto da soli. Sarà importante l'aiuto di tutti, tifosi compresi». Proprio i tifosi sembrano aver risposto positivamente
agli appelli della società: «Ho avuto la stessa sensazione. Oristano è sempre stata una piazza esigente, ma anche un terreno ostico per gli avversari. I tifosi conoscono le nostre difficoltà, ma so che se ci sosterranno potranno avere un ruolo fondamentale».

Stefano Sulis

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