Bosa, è scontro sulla pira votiva: il Santo non fa il miracolo

A vuoto l’incontro tra il sindaco di Bosa e il presidente dell’associazione religiosa Mastino: «Le norme non si derogano». «Così non faremo alcun fuoco»

BOSA. Le posizioni rimangono, mentre continua la mediazione della chiesa locale. È finita senza un nulla di fatto la riunione tra il sindaco Luigi Mastino ed il presidente della associazione religiosa Sant’Antonio da Padova, che si è svolta venerdì sera in Cattedrale. «Il comune si farà carico di realizzare la pira votiva», conferma il sindaco, segnale che le divergenze, malgrado il faccia a faccia, evidentemente ancora restano con l’associazione.

Il parroco prova a mediare nella disfida, rifacendosi proprio al Santo. «Antonio è stato un grande uomo di dialogo e mediazione», ricorda il parroco della Cattedrale don Franco Oggianu.

Ancora oggi quindi non è dato sapere se il 16 gennaio ci sarà un'unica grande pira votiva, oppure i fuochi saranno più d’uno sulla riva sinistra del Temo, il dubbio che probabilmente potrà essere risolto solo fra qualche giorno.

Troppe le incombenze logistiche e burocratiche, per diversi anni vissute in solitaria lamenta l’associazione che non si sente più di assicurare la realizzazione della pira votiva. Allestirla infatti non significa solo procurarsi la legna, tagliarla, trasportarla e accatastarla per bene, perchè le normative di sicurezza non sono più aggirabili.

Adesso serve un vero e proprio progetto, con transenne, estintori, ambulanza, ed anche una vigilanza h24 dall’accensione all’estinzione dell’ultimo tizzone ardente, il tutto soggetto ad un controllo alle volte visto anche come troppo pressante e severo per un fuoco allestito a pochi metri dal fiume prima delle definitiva autorizzazione, sono diventate barriere quasi insormontabili.

«Capisco i dubbi, ma le norme ci sono e vanno rispettate» rimarca il sindaco di Bosa, che conferma per il 2019 l’impegno del Comune. È questo il segnale che comunque le distanze restano anche dopo l’incontro in Cattedrale. Gli operai comunali insomma continueranno ad essere impiegati a tagliare e trasportare legna, mentre negli uffici si tracciano linee e righe del progetto di sicurezza. Tra le fila della Sant’Antonio c’è chi resta convinto che accendere un sia pur piccolo falò nella piazzetta di fronte alla chiesa sia eventualità da non scartare. Per quanto riguarda la due giorni di festa, dal 4 al 16 gennaio si svolge dalle 17.30 in Cattedrale la Tredicina. Il 16 gennaio alle 16 sulla sponda sinistra del fiume è prevista quindi la benedizione del fuoco, seguita dalla conclusione della
Tredicina ed alle 18 dalla celebrazione della messa. Il 17 la celebrazione della prima messa è prevista alle 9, seguita alle 16 dai Vespri e dalla processione con l’effige di Sant’Antonio, mentre la messa solenne sarà celebrata alle 16.30, seguita dalla distribuzione del pane ai fedeli.

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