Antidoping alla Sartiglia «Squalifica per sette»

Scambio di persona durante i controlli, la procura del Coni chiede l’inibizione per i cavalieri protagonisti della violazione delle procedure per i test

ORISTANO. Quattro anni di inibizione per sette cavalieri della Sartiglia. Li chiede la procura antidoping per Roberto Pau, Marco Pau, Paolo Rosas, Gianluca Russo, Giuseppe Frau, Giuseppe Catapano e Francesco Castagna. Nel linguaggio di tutti i giorni si direbbe squalifica, ma la sostanza non cambia. A rischiare sono i protagonisti dell’ancora presunta sostituzione di persona che serviva a dribblare le procedure antidoping e mascherare così le positività di chi salì a cavallo nella giostra di carnevale dello scorso anno. Il lungo braccio di ferro tra i cavalieri e il questore Giovanni Aliquò che voleva imporre i controlli anche mentre la manifestazione era in coso portò all’arrivo in città dei medici della Nado e allo svolgimento di procedure mai viste prima.

Ai cavalieri questo non piacque e così più d’uno pensò di aggrapparsi a uno stratagemma per evitare di finire nell’elenco dei cattivi che non avevano rispettato il regolamento antidoping che vieta l’utilizzo di certe sostanze, incluse le droghe. Ma a essere punito, ed è questo il caso, è anche il comportamento di chi trova il modo di non sottoporsi agli esami o fa in modo che alcuni dei prescelti per il test riescano a saltare il controllo.

Il procedimento di fronte alla giustizia sportiva cammina su un binario parallelo a quello della giustizia penale dove gli stessi sette sono indagati per sostituzione di persona. È proprio sulla base degli atti del procedimento penale che la procura antidoping ha chiesto l’inibizione per tutti loro. Al controllo antidoping si sarebbero infatti sottoposti Paolo Rosas, Giuseppe Catapano e Marco Pau. Tutti risultarono negativi alle analisi e quindi non assunsero sostanze proibite. Avrebbero però giocato un ruolo fondamentale nel coprire gli altri cavalieri prendendone il posto e anche questa viene considerata come una grave violazione delle procedure antidoping. Francesco Castagna, nel ruolo di presidente dell’associazione dei cavalieri, è l’unico a non aver avuto direttamente a che fare con le procedure antidoping, ma secondo la procura avrebbe a sua volta agevolato il presunto raggiro per lo svolgimento dei test. Ovviamente
sono solo richieste di inibizione e il procedimento di fronte al tribunale antidoping è ben lontano dalla conclusione. Nei giorni scorsi gli avvocati Carlo Pau, Roberto Salaris, Carlo Figus, Adriano Sollai, Lorenzo Soro, Andrea D’Andrea avevano presentato delle memorie difensive.

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