La Regione boccia il termodinamico di San Quirico

Rigettata la richiesta di autorizzazione della Solar Power Difformità nella planimetria e col progetto definitivo

ORISTANO. Bocciato. L’impianto per la produzione di energia solare e a biomasse di San Quirico non s’ha da fare e non ci sono i bravi di don Rodrigo a indicare ai funzionari dell’assessorato all’Industria quale sia la decisione da prendere bensì legge e procedure. La Solar Power non le avrebbe rispettate e in più non avrebbe fornito agli stessi uffici le giuste risposte quando alcune settimane fa, l’assessorato chiese chiarimenti in merito a una serie di requisiti e alle procedure.

I motivi della bocciatura – ovviamente la Solar Power ha gli spazi per fare ricorso – si possono riassumere in due principali argomentazioni. Da un lato la ditta non ha a sua disposizione una superficie pari a quella che avrebbe dovuto ospitare la centrale; dall’altro ci sono delle incongruenze tra il progetto definitivo presentato tempo fa e le caratteristiche fornite al momento della presentazione dell’istanza con cui si chiedeva l’autorizzazione unica. Sembrava che proprio questa dovesse essere un ostacolo facilmente aggirabile, dopo che la Regione aveva dato parere favorevole per la Valutazione d’Impatto Ambientale, invece, a ben guardare, già le successive richieste di chiarimento contenevano i semi per far germogliare la bocciatura di ieri.

Entrando più nel dettaglio, i punti contestati da cui è maturato il diniego, riguardano la disponibilità dei terreni. In parte sono privati, in parte sono dell’Assl, del Comune, del Consorzio di Bonifica e dell’Aeronautica Militare. Le prescrizioni prevedevano che la Solar Power ne avesse piena disponibilità, invece così non è. Con l’Assl, ad esempio, esiste solo uno schema di convenzione per quella porzione di terreno in cui è presente un canale di scolo. Anch’essa avrebbe dovuto far parte della superficie generale concessa, invece non c’è un solo atto che certifichi ciò.

Sull’area privato passano poi due strade rurali di proprietà comunale. L’amministrazione Lutzu, con una mossa che a questo punto si dimostra vincente, aveva però dichiarato decaduta la convenzione stessa, fatto che non ha permesso alla Solar Power di avere a disposizione quelle superfici. Così come non avrebbe a disposizione le servitù di cavidotto che fanno riferimento al Consorzio di Bonifica e all’Aeronautica Militare.

Al di là della questione delle aree non disponibili, l’assessorato regionale fa notare l’incongruenza tra il progetto definitivo e la successiva planimetria presentata per ottenere l’autorizzazione unica. Il primo doveva includere anche le aree oggi non in possesso alla Solar Power. Sono le strade e le pertinenze come i canali di scolo per i quali va considerato anche un altro aspetto: devono essere oggetto di lavori che a loro volta dovevano essere indicati nel progetto definitivo. Non è stato fatto e così è arrivata la bocciatura salutata con soddisfazione dai Comuni di Oristano e Palmas Arborea, su cui ricade gran parte della borgata di Tiria, dove si era costituito un comitato di cittadini che osteggiavano la nascita della centrale per la produzione di energia attraverso il sistema misto che prevedeva
anche la bruciatura di legna e quindi l’emissione di fumi. Adesso la Solar Power ha davanti a sé la possibilità di ricorrere allo stesso assessorato o in alternativa al Tar o al presidente della Repubblica per far valere le proprie ragioni. Sempre che ne abbia.

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