Turismo, prove di aggregazione

I Comuni costieri puntano a una tassa di soggiorno condivisa, coinvolgendo anche i centri montani

ORISTANO. Prende piede l'ipotesi di una tassa di soggiorno applicata in tutti i comuni turistici della provincia.

All'incontro, di lunedì pomeriggio, non c’erano tutti i sindaci della costa del Sinis invitati, tuttavia, la discussione tra il primo cittadino di Oristano, Andrea Lutzu e i colleghi di San Vero Milis, Luigi Tedeschi e di Cabras, Andrea Abis, ha aperto il dialogo fra le amministrazioni.

Ci sarà un nuovo incontro, martedì prossimo, nel frattempo i sindaci di Cabras e San Vero, avranno il tempo per verificare una serie di elementi importanti, come i dati relativi ai posti letto, alle strutture ricettive ma soprattutto; verrà soprattutto avviato un confronto con gli imprenditori del settore e le associazioni presenti nei territori per valutare l'ipotesi dell'introduzione della nuova imposta.

«Si tratta di una scelta importante che va valutata con estrema attenzione – dice Andrea Abis, sindaco di Cabras – ovviamente, applicare la tassa di soggiorno in un solo comune o con l’esclusione di alcuni non è l’ideale. Si creerebbero disparità di condizioni che certo, al turismo, non gioverebbero. L’interesse c'è – continua – i nuovi introiti, ovviamente tutti reinvestiti nei comuni interessati, servirebbero a far fronte a spese importanti anche sul fronte dei servizi legati al turismo. Prima però di assumere qualsiasi decisione dobbiamo avere dati certi, informare le categorie interessate e affrontare la questione in giunta e in consiglio affinché sia condivisa».

Bisognerà attendere ancora una settimana per sapere se i Comuni costieri fino ad ora invitati siano orientati sull'introduzione di una nuova imposta che da sempre ha suscitato forti critiche da parte degli stessi operatori turistici, come nel caso di Pino Porcedda, presidente provinciale di Federalberghi.

La sua associazione aveva espresso forti dubbi sulla validità di una iniziativa soprattutto visto il numero piuttosto esiguo di posti letto complessivi: appena 4 mila.

Andrea Lutzu, sindaco di Oristano, Comune che per primo ha avviato uno studio di fattibilità sull'imposta di soggiorno con un progetto per il momento congelato proprio a seguito delle tantissime perplessità suscitate dagli operatori del settore, rimane ottimista.

Il primo cittadino di Oristano non esclude la possibilità, in tempi ristretti, di allargare la proposta di intesa non solo a tutti i Comuni costieri, ma anche a quelli dell’interno.

L’obiettivo di diversi primi cittadini è avere il maggior numero possibili di comuni, non solo costieri ma anche montani, dove una stessa tassa di soggiorno viene applicata. Stesse regole, stesso importo, e soprattutto uguale destinazione dei fondi ricavati, che, evidentemente,
crescerebbero al crescere dei comuni coinvolti.

Non è escluso che questo sia alla fine uno dei punti di maggior contrasto tra gli enti locali, e possa far ritardare l’avvio del processo di erogazione della tassa, che dovrebbe comunque prendere forma al più tardi entro marzo.

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