Non c’è più spazio per doping e droghe tra i cavalieri

Riunione in prefettura: il problema dei test al primo posto «Controlli significativi subito prima e subito dopo la corsa»

ORISTANO. Chi non è pulito deve stare a casa, perché la Sartiglia è un patrimonio della città e non merita di essere sporcata. La filosofia della questura non cambia. Scomodando il filosofo greco Aristotele si potrebbe dire che cambia la forma dei controlli antidoping, ma non la sostanza: si faranno su un campione significativo di cavalieri, non si faranno durante la giostra. Non si pensi però che si sia di fronte a un ammorbidimento della linea dettata dall’ex questore Giovanni Aliquò: quel che cambia è che i controlli sui cavalieri non si faranno durante la manifestazione, ma per scovare gli “indisciplinati” ci saranno modi e tempi diversi.

Nel meraviglioso mondo della giostra equestre non sembra più esserci spazio per chi deraglia fuori dai binari della correttezza e l’uso di sostanze dopanti o di droghe è il nemico numero uno da combattere. L’unico punto di discussione nella riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Gennaro Capo – erano presenti anche il questore Ferdinando Rossi, i comandanti provinciali dei carabinieri e della guardia di finanza, Domenico Cristaldi e Andrea Taurasi, il sindaco Andrea Lutzu e il presidente della Fondazione Sa Sartiglia, Angelo Bresciani – è stato proprio quello dei valori di cui i protagonisti della Sartiglia devono essere testimoni. C’è la sicurezza, certo, quale cardine su cui è imperniata l’intera discussione, ma non è il solo motivo per cui le norme resteranno alquanto stringenti e severe. Chi era seduto al tavolo ha messo in chiaro che, dopo un anno vissuto pericolosamente e offuscato da comportamenti non esemplari, non è il caso di macchiare «il suo profondo significato storico culturale e il fatto che la Sartiglia costituisca un significativo momento di aggregazione tra i cittadini e i numerosi turisti che, come ogni anno, vi assisteranno».

La questione antidoping è quindi in cima all’elenco. Viene prima ancora delle altre, pur importanti, legate al numero di spettatori che potranno avere accesso al percorso e alle misure di sicurezza nelle varie zone della città attraversate dalle fasi della giostra. I test però non si faranno in pista. Il comunicato della prefettura chiarisce che c’è la massima intesa tra le forze dell’ordine e gli organizzatori: «Sono stati individuati alcuni indirizzi per effettuare da parte degli organizzatori dell’evento, a campione e sulla base di una percentuale significativa, dei controlli antidoping e sull’uso di sostanze stupefacenti in una delle giornate che precedono la manifestazione nonché nelle giornate successive alla domenica e al martedì. Verranno altresì effettuati alcol test. È stata inoltre prevista, come elemento di novità, la presenza di autorevoli soggetti super partes nel corso dei controlli a garanzia della correttezza delle operazioni. Tali orientamenti, condivisi da tutti, saranno recepiti nelle ordinanze che sindaco e questore adotteranno, negli ambiti di rispettiva competenza». Insomma, antidoping il giorno prima o pochissimi giorni prima di scendere
in pista, e il giorno dopo. Solo l’alcol test continuerà a essere eseguito anche durante la giostra. Così la Sartiglia non sarà “disturbata”, ma la pulizia di chi corre verrà comunque garantita. Chi ci sta è dentro, per gli altri non c’è più posto.

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