Uccisa dal marito, l'avvocata di Giovanni Perria: "L'arresto è eccessivo"

La legale Gabriella Aru che tutela l'accusato dell'omicidio di Brigitte Pazdernik: «E' un uomo confuso, si professa innocente»

ORISTANO «Provato e confuso, ma fermamente convinto nel ribadire la sua innocenza»: così l'avvocato Gabriella Aru descrive il suo assistito, Giovanni Perria, l'uomo arrestato giovedì mattina con l'accusa di avere ucciso la moglie Brigitte Louise Pazdernik. Una descrizione che forse anticipa la linea difensiva che tenterà, innanzitutto, di ottenere dal Giudice per le indagini preliminari la revoca dell'arresto o una misura cautelare più leggera. L'arresto viene ritenuto eccessivo, anche considerando il profilo della persona accusata dell'omicidio: «Stiamo comunque parlando di un uomo di quasi 80 anni, che la Procura ha definito lucido, ma che così lucido non è », dice l'avvocato Aru. Il timore degli inquirenti è che Giovanni Perria possa "reiterare il reato". Ovvero: che possa dirigere attenzioni omicide anche verso il parente stretto con cui la moglie aveva avuto una relazione extraconiugale molti anni prima.

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«Un provvedimento eccessivo - ribadisce l'avvocato Aru -. Per Perria è stata delineata una personalità malvagia e di indole criminale. L'ordinanza del Gip è fatta sulla base degli elementi suggeriti dalla Procura».E proprio su questi elementi la difesa sta lavorando: «È chiaro che la Procura abbia voluto definire Perria come una persona perfettamente lucida. E per accreditare l'immagine di persona malvagia abbia anche fatto riferimento a episodi di vita familiare che nulla hanno a che fare con l'episodio su cui si indaga».

Nell'ordinanza di custodia cautelare si farebbe infatti cenno a episodi in cui il rapporto tra Giovanni Perria e la famiglia avevano messo in risalto una persona estremamente autoritaria. La difesa tenterà di confutare questa ricostruzione, anche per cercare di ottenere al più presto un alleggerimento delle misure cautelari: «Credo che non ci sia proprio il pericolo di una reiterazione del reato», aggiunge l'avvocato Aru.Da giovedì Perria divide la sua cella nel carcere di Massama con un detenuto comune. Ha avuto il primo contatto con il Gip e si è avvalso della facoltà di non rispondere: «Ha avuto dei momenti di titubanza anche nel rispondere alla richiesta dei dati personali», racconta l'avvocato. Quindi Perria sarebbe un uomo «provato e confuso» che già da mesi sapeva di essere indagato e di essere quindi il sospettato numero uno della Procura e della polizia. «Ma è un uomo fermo sulla sua posizione, convinto della sua innocenza», aggiunge il legale.

Quali saranno le prossime mosse della difesa di Giovanni Perria? «Presenterò un'istanza per chiedere la revoca della misura cautelare o, in subordine, una misura più blanda. Non so, dal primo contatto con l'arrestato, che sensazioni abbia tratto il Gip. Forse non è molto tecnico parlare di sensazioni, ma di certo anche queste influiscono nella valutazione di un caso». Per ora l'obiettivo è quello di avere condizioni meno pesanti per il suo assistito. Cercare di smontare la costruzione dell'accusa, fatta di tanti piccoli elementi, ma senza (al momento) la cosiddetta "pistola fumante" di una prova regina, sarà un discorso da affrontare più avanti: le contraddizioni sulla quantità di carburante utilizzata nell'auto, l'abbigliamento della moglie la sera della scomparsa, la ricostruzione dettagliata della cena di quella sera, che non coincide con il fatto che l'autopsia ha stabilito che lo stomaco di Brigitte Pazdernik era vuoto. E poi la testimonianza della vicina di casa che ha visto l'auto di Perria uscire e poi rientrare la sera della scomparsa della donna. La difesa cercherà di confutare o di spiegare ogni singolo punto.

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