Nuove tecniche per evitare la siccità

Irrigazione di precisione, argilla bianca e ombreggiamenti artificiali

ORISTANO. La vigna 4.0 sarà molto diversa da quelle oggi presenti in tante zone dell’isola: si situerà in aree per lo più collinose, terrà conto di condizioni idriche limitate, addirittura, potrebbe avere terreni non irrigati. Silvano Ponti, dell'Università Cattolica del sacro Cuore di Piacenza, ha spiegato come la viticoltura moderna che deve far fronte a cambiamenti climatici importanti, punti soprattutto sulle tecniche. «Certo – ha detto – la genetica svolge un ruolo importante solo che per il momento non esistono vitigni resistenti agli stress climatici. Anche la selezione di portainnesti più adatti ad affrontare le temperature più calde è al lavoro, sono stati fatti passi avanti ma ci vorranno ancora decenni di lavoro per raggiungere l'obbiettivo». Dunque, la carta da giocare è nelle pratiche colturali. Alle ridotte risorse idriche, ad esempio, si può far fronte con l'irrigazione di precisione che permette di ridurre notevolmente i consumi. La scelta del viticoltore avviene poi sul tipo di coltivazione, considerando ad esempio, come l'alberello “alla francese” comporta un consumo maggiore di acqua rispetto alle mezze spalliere o ai tendoni. Sul come affrontare l'aumento delle temperature che caratterizzano sempre più frequentemente le stagioni estive, è stato il professor Alberto Palliotti, dell'università
di Perugia, ad indicare le nuove tecniche che vanno dalla riduzione della defogliazione alle irrigazioni sovra chioma, passando per gli ombreggiamenti artificiali, fino all'utilizzo dell'argilla bianca (caolino) che aumenta la capacità di schermo da parte delle foglie. (m.c.)

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