Un laboratorio in 3D a disposizione della città

L’iniziativa, promossa dal Professionale, è nata con fondi regionali e comunitari già realizzati diversi progetti legati alle tradizioni enogastronomiche territoriali

ORISTANO. Uno spazio innovativo in centro città, dotato di stampanti 3d, elettronica e realtà virtuale a servizio di tutti i cittadini che, muniti di un'idea progettuale, vorranno provare a sviluppare e realizzare un prototipo tecnologico. È questa la spinta che ha mosso alla nascita di Fab Lab Oristano, un vero e proprio spazio hardware con l'obiettivo di dare la possibilità di ideare e costruire concretamente prodotti e sviluppare progetti.

Il Fab Lab, in attesa di trovare la sede adatta in centro storico, ha trovato ospitalità all'istituto “Don Deodato Meloni”, polo scolastico professionale dove questa idea ha preso le mosse, attraverso un progetto, co-finanziato dai fondi regionali Iscol@ e dalla Comunità europea, e che ha unito l'innovazione e l'enogastronomia, con la stampa 3d di cioccolatini. Ieri pomeriggio, proprio nella sala conferenze dell'istituto, è stata presentata l'iniziativa dal project manager di "Fab Lab Olbia" e referente per il polo cittadino, Antonio Burrai, e dal professore coordinatore del progetto scolastico tutt'ora in corso, Gabriele Sechi.

«Il concetto alla base del Fab Lab è semplice – spiega Burrai – offrire alla città uno spazio innovativo, dove chiunque potrà andare, proporre la propria idea ed essere affiancato nella realizzazione pratica». Un nuovo servizio per la città e uno spazio che avvicinerà ancora di più gli utenti alla tecnologia. Non solo, Fab Lab sta cercando di dialogare con il territorio, diventando un polo di incontro e confronto tra ideatori, fruitori del servizio, e il mondo delle imprese. «Attraverso il progetto scolastico ancora in corso – racconta Sechi – abbiamo unito l’innovazione digitale all'enogastronomia. Abbiamo acquistato una stampante 3d e insegnato ai ventotto ragazzi attualmente frequentanti tutte le fasi tecniche del percorso, dalla progettazione alla modellazione digitale degli stampi, sino alla stampa 3d del cioccolato». Un progetto con una duplice finalità, non solo l'insegnamento ma anche un deterrente per l'abbandono scolastico.

«Gli studenti che hanno partecipato al corso – sottolinea il dirigente Giandomenico Demuro – erano ragazzi fragili dal punto di vista scolastico, a rischio di dispersione. Non solo hanno imparato, realizzando alimenti e cioccolati sul tema Sartiglia, ma soprattutto hanno totalizzato il cento per cento delle presenze. Su venti nessuna assenza, nemmeno per malattia,
né un ingresso in ritardo o un'uscita anticipata. Quando si parla dei grandi studi necessari per combattere l'abbandono scolastico, vorrei fare riferimento a questo progetto. Non servono grandi progetti ma iniziative mirate: con meno di 9mila euro abbiamo ottenuto un grande risultato».

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