Palazzetto, gestione da inventare

Il nuovo impianto di Sa Rodia costerà circa 10mila euro al mese. Il Comune pensa a un consorzio

ORISTANO. Quasi finito. Si è talmente abituati ai ritardi che uno slittamento di pochi mesi, non viene annoverato tra i ritardi stessi. Tutto sommato, i lavori per il nuovo palazzetto dello sport da oltre duemila posti di Sa Rodia finiranno a breve, quasi nei tempi previsti. Marzo? Forse aprile, al massimo maggio e poi la città avrà il suo tempio dello sport. Sarà una cattedrale nel deserto oppure un gioiello che metterà Oristano davvero al centro della Sardegna e non solo delle parole?

Avere un palazzetto dello sport di quelle dimensioni non è infatti sufficiente perché sia davvero un’opera utile. Serve un gestore e il Comune, per ora, non ce l’ha. Sta iniziando ora, con colpevole doppio ritardo di entrambe le ultime due giunte, a vagliare le ipotesi che consentano di trovare in un tempo ragionevolmente breve qualcuno a cui affidare la struttura. E che sia tardi non ne fa mistero lo stesso sindaco: «Effettivamente, visto che i lavori volgono al termine, avremmo dovuto essere già in grado di stabilire chi sarà il gestore del palazzetto. Adesso dobbiamo fare le corse, ma penso che sia difficile riuscire ad affidare la struttura entro l’anno».

Il vero problema è trovare chi sia davvero in grado di gestire un colosso del genere in una terra dove gli eventi, sportivi o meno, che richiamano pubblico sono davvero pochi. Il costo di gestione è infatti proibitivo per qualsiasi società locale. Basket o volley fa poca differenza perché servirebbero circa 10mila euro al mese solo per pareggiare i costi. Le spese sarebbero davvero troppe per chi svolge attività dilettantistica e che di tutto ha voglia tranne che di vedersi catapultato in una struttura sovradimensionata per le proprie esigenze e per il proprio pubblico.

Il sindaco ha la bussola in mano e il senso di orientamento gli suggerisce che serve un professionista o, meglio, dei professionisti del settore. «È impensabile che a gestirlo siano piccole società locali – spiega Andrea Lutzu –. Al momento sul tavolo ci sono solo delle ipotesi, anche se abbiamo avuto incontri con il Coni, con il Centro di medicina dello sport e anche con una grossa società professionistica. L’impianto sarà dotato di palestre, ristoranti, uffici per cui una gestione privata locale o pubblica comunale è impensabile. Serve una gestione di tipo imprenditoriale».

Non si pensa però a un unico soggetto, bensì a un consorzio di operatori che si suddividano i compiti e siano in grado di convivere sotto lo stesso grande tetto. Così, mentre gli altri impianti sportivi continueranno a funzionare e saranno utilizzati dalle società locali, il nuovo palasport di Sa Rodia sarà la sede di grandi eventi. Per i detrattori è un fallimento in partenza, nelle intenzioni di chi l’ha voluto – giunte Nonnis e Tendas – è un’enorme opportunità per portare Oristano davvero al centro della Sardegna. C’è chi già sogna concerti, mega convention, eventi sportivi di primo piano capaci di richiamare il grande pubblico in una città in cui le tribune sono generalmente mezzo vuote.

«Cercheremo di affrettare i tempi – prosegue Andrea Lutzu –. Tra gli obiettivi posti ai dirigenti c’è quello dell’assegnazione della gestione entro
l’anno, per cui saremo molto attenti a tagliare questo traguardo. Ci sono ovviamente procedure da rispettare, ma spero che il bando per l’assegnazione sia pronto in poco tempo per indire la gara e arrivare a conoscere chi lo gestirà sin dal prossimo anno».

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