Il grande giorno dei falegnami

Oggi la giostra del gremio di San Giuseppe. Le voci dei protagonisti della giornata di domenica

ORISTANO. Come un sub che vuole la sua preda, la città si prepara a reimmergersi. Ha fatto appena in tempo a prendere fiato nel lunedì di riposo dedicato alla Sartigliedda che già si tuffa nel secondo atto della Sartiglia. Dopo le undici stelle dei contadini e il giorno di gloria di Claudio Tuveri, oggi tocca a Davide Musu salire sul palcoscenico della storia cittadina. È il componidori dei falegnami e per San Giuseppe correrà affiancato dai compagni di pariglia Anthony Maccioni e Giorgio Sanna.

Cambiano i volti fino a che non indosseranno le maschere per sembrare quasi la stessa persona; non cambia lo spartito che gli interpreti a cavallo dovranno interpretare nel nome della tradizione seguendo i ritmi del cuore di Oristano. A mezzogiorno, in via Angioy, davanti agli occhi emozionati del presidente del Gremio, Marco Naletto, comincerà la vestizione di su componidori Davide Musu, una sorta di passaggio di testimone e di ruoli tra contadini e falegnami, quando ancora il ricordo di ciò che è appena stato accompagna l’attesa di ciò che sarà.

È come se la Sartiglia di domenica fosse volata troppo in fretta. È quella che ha visto protagonista Claudio Tuveri, componidori del gremio dei Contadini. Una giornata indimenticabile per il cavaliere trentunenne, carica di sentimenti. Dall’emozione nel vedere entrare nella sede della vestizione la cavalla Orgolesa, all'amarezza per non aver infilzato la stella, al brivido durante sa remada sino al pianto liberatorio di gioia e l’abbraccio con il presidente Genesio Passiu. Non è semplice rendere a parole quel che si prova, ma Claudio Tuveri ci prova e parte da un momento speciale, l’abbraccio e i baci alla sua cavalla Orgolesa non appena poggiato piede su sa mesitta per la svestizione. «L’ho ringraziata per quello che ha dovuto sopportare e per quello che ha fatto – racconta –. È stata una giornata stressante e lunga anche per lei e lei ha fatto tutto ciò che le ho chiesto». Il pianto liberatorio che è arrivato quando ancora aveva la maschera in viso, abbracciando il presidente Genesio Passiu. «L’ho ringraziato per avermi scelto – ricorda –. È stato un pianto di gioia alla fine di una giornata che mai dimenticherò». Se esistesse un fermo immagine lo utilizzerebbe per sa remada, la classica discesa del componidori sul dorso del cavallo lanciato al galoppo. «È stato bellissimo – conclude –, mi ha fatto dimenticare la delusione per la stella non infilzata. Di solito la prendo sempre, proprio con questo costume non ci sono riuscito».

L’applauso del pubblico ha sottolineato la sua abilità che lascia soddisfatto chi aveva fatto la scelta ovvero il presidente del gremio Genesio Passiu: «Non c’è concorrenza tra i Gremi. Noi siamo soddisfatti per la nostra Sartiglia, che è andata molto bene. Il capocorsa ha condotto la manifestazione nel migliore dei modi. È stato autore di una remada memorabile e gli è mancata solo la stella. Il pubblico ci ha sostenuti con un entusiasmo incredibile e per fortuna Antonio Giandolfi, il cavaliere caduto alle pariglie, sta bene. Possiamo mandare in archivio la nostra Sartiglia col sorriso». E ha ben ragione visto che l’evento, dopo le polemiche dell’anno scorso, era sotto i riflettori di tutti: addetti ai lavori, stampa, pubblico e forze dell’ordine, ma ogni cosa si è svolta nel migliore dei modi e senza sbavature di sorta.

Tanto più che si può tirare un grosso sospiro di sollievo perché Antonio Giandolfi, il cavaliere vittima di una caduta durante le pariglie, non ha riportato gravi conseguenze. Oristano. Autore di una discesa alla stella strepitosa, con bersaglio centrato e stella infilzata, ha fatto i conti con l’incidente occorsogli durante le evoluzioni di via Mazzini. Trasportato in ospedale domenica è già stato dimesso e ha un pensiero speciale per chi l’ha accompagnato da lontano: «Mia madre mi ha protetto da lassù - dice il cavaliere, ancora dolorante, ma pronto a salire di nuovo in sella e concludere la Sartiglia 2019 –. Tutto dipenderà da come mi sentirò questa mattina. La caduta? Non so neppure spiegarla. A un certo punto mi sono sentito come se mi fosse mancata l’aria e in un attimo mi sono ritrovato a terra. In ospedale mi hanno riscontrato delle
contusioni e un trauma toracico, ma per fortuna nulla di grave». I medici gli hanno consigliato un periodo di riposo, ma il richiamo della Sartiglia è talmente forte che potrbbe essere di nuovo in pista. Se non è amore questo, allora non esiste amore.

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