Le pariglie del riscatto e del cuore

Buone le evoluzioni in via Mazzini. Il pianto del bambino che vede il padre cadere durante l’evoluzione

ORISTANO. Se qualcuno oggi vi chiedesse cosa significa la Sartiglia, potete rispondere così: «Sartiglia è il padre cavaliere che dopo la caduta si rialza e corre a dare un bacio al figlio in lacrime per tranquillizzarlo». Dare un nome al sentimento è impossibile, dare un nome ai protagonisti di quel momento è più semplice. Le pariglie sono iniziate da parecchio, le discese vanno avanti tra numeri più o meno meritevoli, quando tocca al terzetto composto da Bernardino Ecca, Alessio Falchi e Salvatore Montisci. L’evoluzione non riesce e Salvatore Montisci finisce a terra una ventina di metri prima del punto in cui il piccolo figlio sta assistendo alle pariglie. Tutti guardano verso il cavaliere che si rialza e saluta il pubblico per dire che sta bene. In quell’attimo, mentre gli occhi si volgono altrove, il figlio scoppia in lacrime. La paura e il timore sono entrati nel suo cuore e solo l’abbraccio del padre riesce a calmarlo. Le lacrime scendono ancora per qualche minuto, poi la brutta avventura è alle spalle.

Ecco cos’è la Sartiglia. È quello che abbiamo appena raccontato, ma poi c’è tutto il resto. La lunghissima serie di discese alla stella fa crescere l’attesa per le pariglie di via Mazzini dove il gruppo dei cavalieri è chiamato al riscatto dopo la prestazione insufficiente di domenica. Che tiri aria diversa lo si capisce già al secondo passaggio quando Claudio Tuveri, capocorsa di domenica, assieme ai compagni Fabrizio Pomogranato e Alberto Carta piazza un “tre su tre”. È la nota da cui prende avvio la sinfonia che trova il suo acuto al momento del “ponte volante” di Salvatore Aru, Marco Cardias e Fabio Chessa.

Il concerto degli uomini a cavallo continua per quasi un’ora tra molti alti e pochi bassi. L’estro premierà certamente Giancarlo Melis, Marco Pau e Roberto Volturo che eseguono un tre su tre coi laterali di spalle rispetto alla direzione di corsa. Difficile e da premiare. Riesce poi il “tre su tre con centrale girato” a Giuseppe Catapano, Francesco Serra e Marco Serra (perfetti) che si lasciano andare anche a uno spogliarello non esageratamente sexy che però diverte; e ancora avanti con Cristian Pisano, Elisabetta Sechi e Giovanni Serra; con Ignazio Lombardi, Fabrizio Manca e Corrado Massidda che piazzano il numero nonostante il cavallo ricevuto in prestito dopo aver dato al componidori uno dei loro. Antonio Giandolfi, Andrea Manias e Paolo Mele (tostissimi) hanno già dimenticato la caduta di domenica e non falliscono il loro “tre su tre con centrale girato”, che sarà eseguito anche da Gianluca Fais, Davide Fiori e Fabio Fiori (non velocissimi); da Federico Fenu, Sergio Ledda e Matteo Licheri (allineato, veloce e composto); da Giampaolo Mughheddu, Gianluca Mugheddu e Alessio Piras (che squadra!); da Luigi Iriu, Daniele Mattu e Cristian Sarais (e chi li ferma?)

Tutto lavoro per i giudici di percorso che ora dovranno selezionare i migliori prima di stilare la graduatoria in cui potrebbe esserci spazio anche per qualcuno dei “tre su tre” senza varianti come quelli eseguiti da Marco Bardino, Gianfranco Manunza e Gianluca Manunza; da Danilo Casula, Michael Casula e Alessandro Scanu; da Giuseppe Frau, Roberto Pau e Peppino Pinna; e ancora da Francesco Castagna, Federico Fadda e Mauro Secci; da Antonio Cester, Andrea Concas e Federico Misura; da Roberto Corona, Carmen Murru e Paolo Pippia (così così); da Giuseppe Garau, Stefano Garau e Stefano Spiga; da Sonia Cadeddu, Alessandro Manca e Ilaria Rosa; da Luca Amadu, Francesco Armas e Antonio Cuccu; da Alessio Lisci, Matteo Pinna e Fabrizio Sannia.

Gli altri fanno numeri meno appariscenti oppure provano invano a raccogliere gli applausi del pubblico e un bel voto dai giudici. Poco importa, quel che conta è il valore e non basta un’incertezza per cancellarlo. La Sartiglia del riscatto è andata in scena e i cavalieri, usciti dalle onde della mareggiata che un anno fa li aveva travolti, si sono ripresi
il loro ruolo da protagonisti. Il passato è già nel cassetto, il 2019 è l’anno della rivincita. Della normalità nell’eccezione, quella che solo loro sanno regalare. Nessuno altrove è capace di tanto ardire. Hanno vinto tutti assieme. Ha vinto Oristano.

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