Minori e alcol, il caso dei ragazzini ubriachi finisce in Questura

Convocati i genitori degli undici ragazzini finiti al pronto soccorso durante i giorni di carnevale

ORISTANO. I panni sporchi non si lavano solo in casa. Dopo la sbornia, i minorenni finiti al pronto soccorso avranno un faccia a faccia particolare. Il questore Ferdinando Rossi ha infatti convocati i genitori dei ragazzini che nei giorni della Sartiglia hanno fatto abuso di bevande alcoliche. Sono in tutto undici che sono arrivati in ospedale nei tre giorni di carnevale, ma sul campo ne sono stati soccorsi circa ottanta dal personale sanitario che faceva servizio sulle autoambulanze attorno alla zona del liceo classico e a tarda sera in piazza Roma.

Troppi davvero i minorenni che invece di pensare al sano divertimento, nei tre giorni della festa hanno dovuto ricorrere alle cure mediche per aver bevuto smodatamente fino a rasentare il coma etilico. Fra i giovanissimi, evidentemente in cerca di emozioni forti c’è stato anche un minorenne – è stato segnalato all’autorità giudiziaria – che non ha trovato niente di meglio che far esplodere una bomba carta sul piazzale del tribunale, luogo scelto ormai da due anni come punto di ritrovo dai giovanissimi e trasformatosi per colpa di alcuni, in un punto di assembramento stile rave party, con tanto di ragazzini che stramazzavano al suolo, privi di sensi per i troppi alcolici ingeriti.

Situazione decisamente preoccupante che con la festa aveva ben poco a che fare: un migliaio di ragazzini, alcuni ad altissimo tasso alcolico, hanno creato non pochi fastidi agli abitanti della zona e ai gestori dei locali che, inascoltati malgrado avessero chiesto che l’area tra il tribunale e il liceo classico venisse recintata proprio per impedire questo genere di assembramento, si sono dovuti dotare di addetti alla vigilanza privata.

Adesso però saranno i genitori ad essere messi dinanzi alle loro responsabilità e affrontare, con i figli ma anche con le forze dell’ordine, un problema che sicuramente fino a oggi era stato sottovalutato: appunto, l’abuso di alcol in giovanissima età. Birra, vino, superalcolici che in questi tre giorni di festa scorrevano a fiumi, bevande evidentemente facilissime da reperire anche per i minorenni, malgrado per loro, l’acquisto sia vietato dalla legge. I genitori ne parleranno con il questore, che è deciso evidentemente a evitare situazioni che, oltre che illegali, mettono seriamente a repentaglio la salute dei ragazzi. Li ha quindi convocati negli uffici di via Beatrice d’Arborea.

Ieri mattina, parlando ai giornalisti, il questore Ferdinando Rossi ha colto l’occasione per tracciare un bilancio sotto il profilo dell’ordine pubblico e della sicurezza dei tre giorni della Sartiglia che hanno visto arrivare in città ben 80mila persone. Un sistema di sicurezza ben collaudato, che ha impegnato circa 400 uomini dei quali, 200 provenienti dal Reparto mobile della polizia e dal Battaglione
dei carabinieri di Cagliari, ha permesso che la festa scorresse tranquilla per tutti. Un risultato eccellente, determinato dal perfetto coordinamento fra le diverse forze di polizia che il questore ha ringraziato, assieme al Comune con il quale la collaborazione è stata totale.

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