Strada 17 impraticabile, la rivolta di due Comuni

Paulilatino e Milis accusano la Provincia. Le amministrazioni pronte a manifestare e a fare causa

PAULILATINO. Le amministrazioni di Paulilatino e Milis sono pronte alla mobilitazione e ad azioni legali nei confronti della Provincia se non rimedierà in tempi accettabili al problema dell’impraticabilità del collegamento tra i due territori comunali e quello di Bauladu. In un’assemblea pubblica che si è tenuta giovedì in municipio i rappresentanti delle istituzioni e i frontisti hanno concordato la linea da seguire per reclamare quell’intervento di manutenzione sollecitato più volte invano.

Se l’ultimatum non sortirà effetti, i contestatori insceneranno una protesta lungo il famigerato tragitto della Provinciale 17 e si appelleranno alle autorità giuridiche. Il progressivo disimpegno di chi doveva occuparsi della manutenzione, giustificato con l’insufficienza di risorse, ha trasformato l’arteria in una serie infinita di dossi e buche. Uno stato di totale abbandono aggravato dai pericoli conseguenti al restringimento della carreggiata, alla ridotta visibilità dovuta alla vegetazione incolta e alla caduta di calcinacci in corrispondenza di un cavalcavia della 131.

Le uniche misure adottate sono state limitazioni alla circolazione stradale sempre più stringenti culminate nel divieto di transito da cui sono esentati i soli frontisti. Troppo poco per una strada che riveste un’importanza capitale sia per gli operatori del comparto agropastorale che per le attività di protezione civile e di antincendio. Sull’utilità del collegamento, utilizzato spesso come percorso alternativo alla superstrada, si incardinano le rivendicazioni avanzate l’altra sera dal primo cittadino di Paulilatino Domenico Gallus e dal vicesindaco di Milis Antonello Deriu. Ai ripetuti solleciti dei Comuni la Provincia aveva risposto anche con il tentativo di sbarazzarsi dell’arteria declassandola a strada comunale. Una mossa che le municipalità di Paulilatino e Milis avevano cercato di neutralizzare approvando una mozione con diffida presentata a suo tempo dal consigliere Paolo Cadinu.

La vertenza riprenderà con un incontro richiesto al commissario straordinario Massimo Torrente e ai tecnici dell’ente,
ai quali gli amministratori solleciteranno per l’ultima volta un intervento risolutore. «In assenza di risposte certe – hanno annunciato – il 21 marzo si terrà una manifestazione di protesta sulla strada con le popolazioni interessate e con i politici che vorranno dare il loro supporto».

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