La goliardata calcistica che può costare cara

Commesso Conad prepara un cartello storpiando il nome della Juve, ora rischia il licenziamento 

ORISTANO. Ha ventisette anni Claudio Massa, vive a Sant'Anna con la sua famiglia ed è un ragazzone alto quasi un metro e novanta, con gli occhi verdi e i capelli castano chiaro. Ed è soprattutto il dipendente del Conad Superstore di Oristano, che ha scritto ed esposto al pubblico, sabato mattina, uno strano cartello accanto ad una pila di colombe. La merce era dedicata alla Juventus, di cui l'azienda dolciaria è sponsor. Peccato che accanto al prezzo delle colombe, sette euro e novanta, comparisse la scritta “colomba Rubentus”.

Un cartello modificato prima dell'apertura del negozio dal dipendente che, sistemando i bancali di merce in corsia, avrebbe pensato bene di fare uno sfottò ai colleghi juventini. Una burla fatta con ingenuità e per la quale ora potrebbe pagare un prezzo ben più alto di quello del cartellino. «Doveva essere un semplice sfottò nei confronti dei miei colleghi di fede juventina, che peraltro mi sono stati tutti vicini in queste ore» spiega Claudio, che anche ieri ha svolto il suo regolare orario di lavoro tra gli scaffali del supermercato. «L'ho preparato prima dell'apertura del negozio – racconta – poi tra un lavoro e l'altro, mi sono dimenticato di toglierlo, non pensavo mai di creare tutto questo trambusto». Il cartello nel giro di poche ore era rimbalzato, ancora meglio di un fraseggio del centrocampo juventino, da un cellulare all'altro. «Mi hanno chiamato dal supermercato verso le cinque, io avevo smontato all’una – spiega il dipendente – dicendomi cosa avessi combinato, che stava succedendo un casino. Ho pensato di aver fatto qualcosa di grave, ma non immaginavo minimamente si riferissero al cartello». A tre giorni dalla bravata, trasformatosi in un polverone social, ora Claudio rischia il posto di lavoro.

È di ieri l'apertura da parte della direzione centrale Conad di una contestazione per danno d'immagine a suo carico. «Non volevo screditare la Juventus, né creare un danno all’azienda per cui lavoro con abnegazione – conclude Claudio – e mi scuso con le persone che si sono sentite offese da questa mia azione, compiuta con ingenuità». Quali saranno i risvolti del procedimento ancora è presto per dirlo. Il direttore del Conad Oristano, preso alla sprovvista da quanto accaduto non si sbilancia. «È in arrivo una contestazione – spiega Contu – ma l’ultima parola spetta all’azienda. Quello che posso dire è che conoscendo il ragazzo professionalmente, per quello che ha sempre dimostrato mi dispiacerebbe molto se venisse licenziato».
Mentre si attende di capire l'entità del provvedimento, il Conad Superstore di Oristano si appresta ad organizzare un gesto distensivo e significativo della vicinanza allo sport e dello spirito sportivo, dove non ci sono squadre né colori, ma solo una passione comune.(e.c.)

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