Pesca esagerata di ricci nei guai sub professionista

Cabras, il bottino di oltre 750 prede raccolto nell’Area marina protetta Il limite massimo consentito per chi è autorizzato è 500: scatta la denuncia

ORISTANO. Chissà verso quale tavola erano diretti. Se la loro destinazione fallita resta un mistero, è certissimo il ritorno nel luogo a loro più congeniale ovvero l’habitat marino. I 750 ricci sequestrati ieri dagli agenti della Guardia Costiera a un pescatore che stava svolgendo la sua attività in maniera illecita nell’Area Marina Protetta del Sinis – Mal di Ventre sono stati infatti rigettati in mare. Le regole in quel tratto sono severissime e la pesca è consentita solo a chi la pratica professionalmente. Anche i pescatori professionali però hanno dei limi ben precisi e non possono tornare a casa con un bottino superiore a 500 ricci, più o meno la dimensione di una cesta standard. Non è certo un riccio in più che farebbe la differenza, ma in questo caso il pescato è salito sino ad arrivare a 750 esemplari.

La guardia costiera pattuglia costantemente i litorali e le acque dell’Oristanese, prestando particolare attenzione proprio all’Area Marina che si trova interamente nel territorio cabrarese. Mentre la motovedetta navigava, dall’alto un aereo svolgeva una seconda attività di controllo con il vantaggio di avere una visuale della zona molto più agevole. Così è stato notato il pescatore subacqueo che più volte si immergeva per raccogliere le prede poi da rivendere nel sempre florido mercato dei ricci di mare. In realtà il sub era in regola con le autorizzazioni regionali e della stessa Area Marina Protetta dal momento che pratica l’attività in maniera professionale – aveva anche il permesso per pescare nella zona dell’AMP –. Il problema è stato semmai quello di non aver rispettato l’ordinanza del 31 gennaio scorso che imponeva un limite massimo di ricci pescati. Si sarebbe dovuto fermare a 500, invece quando gli uomini della Capitaneria hanno ultimato la loro conta erano arrivati ben oltre visto che avevano superato i 750 esemplari.

A quel punto c’è stato poco altro da fare, se non avviare le procedure che hanno portato per prima cosa al ritiro dell’autorizzazione alla pesca dei ricci all’interno del perimetro dell’Area Marina e quindi alla denuncia per attività di pesca illegale. Concluse le pratiche, gli agenti della Capitaneria hanno anche ultimato il loro compito rigettando in mare l’intero pescato, dal momento che tutti i ricci
erano ancora vivi. Non è il primo intervento dell’anno che si conclude con la denuncia e si può prevedere che non sarà l’ultimo perché i controlli proseguiranno e difficilmente tutti saranno pronti a rispettare la legge, come dimostrano i continui interventi conclusi con le sanzioni.

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