Anoressia e bulimia: per i malati una luce in fondo al tunnel

Ad Ales nascerà la prima struttura sanitaria in Sardegna per curare i pazienti affetti da disturbi alimentari

ORISTANO. Ornella oggi ha cinquant'anni e convive in armonia con una nuova sé, ma per arrivare a questo traguardo il cammino è stato travagliato e molto doloroso. Un calvario che si chiama anoressia nervosa, iniziato a 18 anni. Lo ricorda bene, in occasione della Giornata del Fiocco lilla contro i Disturbi del comportamento alimentare, che ieri è trascorsa con una carrellata di racconti di storie simili. «Una perdita di peso grave, non riconosciuta nella sua gravità – dice Ornella – e in quel momento è iniziata una trafila a Oristano e in altre strutture della provincia tra medici, ospedali, reparti di psichiatria, sedute psicologiche mai servite, allontanamento dalla famiglia. Un percorso inconcludente e doloroso sino a pesare 27 chili. Solo nel 2012 è iniziata la risalita con il ricovero fuori dalla Sardegna, nella casa di cura Villa Garda, il centro d’eccellenza in Italia per il trattamento dei disturbi del comportamento alimentare. Ho trovato amore, comprensione, dedizione come in una famiglia grazie all’équipe multidisciplinare guidata dal responsabile, il dottor Riccardo Dalle Grave».

È una struttura all’avanguardia nel trattamento dei disturbi alimentari e nella riabilitazione, che affonda le sue radici nella innovativa strategia della terapia cognitivo comportamentale. Un percorso impegnativo, scaglionato in tre mesi di ricovero in struttura più un quarto in regime di day hospital , la cui efficacia è stata valutata e controllata in collaborazione con il professor Cristopher Fairbum dell’Università di Oxford, e l’esito del trattamento risulta particolarmente promettente nei pazienti con meno di 18 anni, affetti da anoressia nervosa.

La storia di Ornella che torna in Sardegna, rinata, grazie a Villa Garda non è però l’unica. Sono storie che iniziano tutte allo stesso modo, ma che a volte finiscono peggio. E il dato allarmante è che si è abbassata l’età media dell’insorgenza dell’anoressia nervosa che si presenta in alcuni casi sin dai 12 anni, con un’incidenza maggiore tra le femmine, ma gli adolescenti maschi non vengono risparmiati dalla piaga sociale.

Più di tre milioni di ragazzi in Italia soffre di disturbi del comportamento alimentare. Non è solo l’anoressia nervosa però a incrementare le statistiche ma anche il disturbo da alimentazione incontrollata chiamato con la terminologia inglese Bing Eating Disorder, la bulimia nervosa e i disturbi alimentari non altrimenti specificati. È un allarmante fenomeno sociale in crescita, contro cui però, la Sardegna detiene il triste primato di carenza di strutture e medici specialisti per il trattamento di quella che è considerata una malattia psichiatrica. Nell’Isola l’unico centro accreditato per il trattamento dei disturbi del comportamento alimentare è l’ospedale pediatrico microcitemico di Cagliari, nel reparto di Neoropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza che riceve i pazienti sino ai 17 anni, in regime di day hospital o con ricoveri salvavita, in cui sono richiesti il posizionamento del sondino naso gastrico e una terapia farmacologica controllata.

Chi ha già compiuto la maggiore età è comunque costretto a fare i viaggi della speranza fuori dalla Sardegna e almeno in questo caso la Regione rimborsa il 70% delle spese di viaggio e di soggiorno sia al paziente sia al suo accompagnatore. Non vale lo stesso discorso per i pazienti minorenni: la Regione non rimborsa i viaggi e i ricoveri extra sede, perché il centro accreditato in Sardegna per la cura dei disturbi alimentari è proprio la Neuro Pischiatria Infantile del Microcitemico. Come a dire: «Non c’è bisogno che vada a curarti altrove, e se vuoi andare paga di tasca tua». La carenza di una struttura idonea, la mancanza di personale formato e la presenza di un solo neuropsichiatra specializzato nel trattamento dei disturbi del coportamento alimentare nel reparto di di Neuropsichiatria infantile dell’ospedale pediatrico, non è però sufficiente a garantire la cura di tutti i pazienti adolescenti sardi, in aumento esponenziale.

«Sulla base della mia esperienza penso sia meglio scappare dalle neuropsichiatrie degli ospedali – sottolinea Ornella –, dove imbottiscono di farmaci i pazienti e li allontanano dalle famiglie, non capendo invece che queste devono essere supportate. Nel territorio sardo non siamo pronti ad affrontare il problema, i medici non sono preparati. Oristano poi è la testimonianza, e per questo stiamo cercando di formare un’associazione e di aprire un centro. I medici di Villa Garda ci hanno dato anche la disponibilità a venire due volte la settimana in Sardegna e ora si tratta solo di stipulare una convenzione con la Assl».

Da noi soffrire di disturbi come l’anoressia o la bulimia e rivolgersi alla struttura pubblica per venirne a capo è, ad oggi, un problema insormontabile. Il futuro però sembra migliore. Nei programmi sanitaria c’è la realizzazione di una struttura di degenza per il trattamento di pazienti con disturbi alimentari, come ha confermato il direttore generale dell’Assl, Mariano Meloni: «Il finanziamento è già stato assegnato all’Unione
dei Comuni dell’Alta Marmilla e i lavori partiranno a breve, ma non so indicare i tempi esatti. A gestirla sarà però l’Assl. Certamente è un intervento importante per il territorio e per la Sardegna, che permetterà ai pazienti di curarsi in casa».

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