Plus, pagamenti in ritardo di anni la coop minaccia l’azione legale

Comune debitore di oltre 153mila euro: presentata un’intimazione per la liquidazione delle fatture Sanna (Pd): «Il rallentamento nella gestione dei servizi socioassistenziali è dovuto alla politica»

ORISTANO. Il servizio va avanti, il Comune non paga, le cooperative annaspano e con loro i lavoratori. È così che all’indirizzo di alcune amministrazioni arriva un’intimazione per la liquidazione delle fatture alla coop “Insieme si può” che chiede il pagamento di oltre 153mila euro, corrispettivo che dovrebbe essere pagato per il servizio svolto nell’ambito del Plus, il Piano locale unitario dei servizi di assistenza alle persone per il 2017, il 2018 e i primi due mesi di quest’anno.

Non c’è una spiegazione di fronte a questo ritardo e per il gruppo consiliare del Partito Democratico del capoluogo neanche ci può essere una giustificazione. Oristano è capofila di una serie di Comuni che aderiscono al medesimo Plus – quelli nei quali presta servizio proprio la coop Insieme si può sono oltre al capoluogo anche Milis, Baratili San Pietro, Nurachi, Ollastra, Riola Sardo, Samugheo, Siamanna, Tramatza, San Vero Milis, Zerfaliu e Villanova Truschedu – e grazie ai servizi forniti dal Plus viene garantita l’assistenza alle fasce più deboli della popolazione, in particolare anziani e malati.

Nonostante l’importanza che il Plus riveste in un territorio con un’età media sempre più elevata e le necessità di assistenza che si moltiplicano, la puntualità nei pagamenti sembra essere qualcosa di secondario. L’intimazione di pagamento firmata dall’avvocato Marco Sechi chiama però in causa principalmente Oristano in virtù del suo ruolo in qualità di ente capofila, per cui «è tenuto a provvedere al pagamento dei corrispettivi al fornitore con cadenza mensile e dietro presentazione di regolare fattura, corredata dalla rendicontazione delle ore di servizio effettuate, approvata dal Servizio sociale del Comune di residenza degli utenti». Viene quindi dato un ultimatum di quindici giorni, terminati i quali, si finirà direttamente in tribunale.

Il caso, oltre che giudiziario, diventa però anche politico. Sono i consiglieri del Pd Efisio Sanna e Maria Obinu a farsi portavoce del malcontento generalizzato e ad accusare il Comune, in particolare l’ultimo anno e mezzo di gestione ovvero quella della giunta Lutzu: «La conduzione politica del Plus ha subito un impoverimento in termini di presenza, efficacia ed efficienza. Questa volta nessuno può scaricare sui dipendenti eventuali carenze e i ritardi nel pagamento delle prestazioni. È soprattutto una questione di conduzione e sensibilità politica con l’amministrazione che dedica maggiore attenzione ad alcuni temi che hanno maggiore risalto mediatico rispetto al tema della guida politica del Plus che vede nel comune di Oristano il comune Capofila. Tale ruolo implica autorevolezza, un maggiore impegno, maggiori sforzi e attenzioni, un maggiore lavoro di raccordo e sintesi, tutte cose che non vediamo in diversi ambiti e meno che mai nell’ambito del Plus».

A esso è demandata la gestione di servizi socio assistenziali importantissimi, tra i quali il servizio di assistenza domiciliare, gli interventi per la disabilità come quelli legati alla legge 162 e il Ritornare a casa e i servizi educativi come il Servizio educativo territoriale e l’assistenza scolastica. I servizi sono gestiti attraverso il sistema dell’accreditamento, sono cioè gli utenti che scelgono l’operatore a cui rivolgersi all’interno di un albo
di soggetti accreditati. Una volta espletata la prestazione, la relativa scheda oraria è vidimata dal comune di residenza dell'utente, che autorizza la liquidazione. La fattura è infine addebitata al Comune di Oristano che deve provvedere all’accettazione della stessa e alla liquidazione.

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