Piantagione di droga, in tre a giudizio

Neoneli, fu scoperta dai carabinieri a settembre. Chiesto il rito immediato

NEONELI. Rito immediato per tre. L’ha chiesto il pubblico ministero Armando Mammone, con la difesa che ha fatto la sua contromossa e chiederà il rito abbreviato come consentito dalla procedura. La sostanza è che, nel giro di pochissimi mesi, le indagini sono state chiuse e la procura ha rinviato a giudizio con citazione diretta tre delle persone coinvolte nella coltivazione di una maxi piantagione di canapa indiana cresciuta rigogliosa nelle colline del Barigadu fino a che il blitz dei carabinieri, che intercettavano e controllavano le mosse della banda, non mise con le radici all’aria le 955 piante. Successivamente, grazie alle analisi sul principio attivo, si è stabilito che la marijuana avrebbe potuto fruttare oltre un milione di euro.

I carabinieri intervennero in forze con gli uomini del reparto operativo e della stazione di Neoneli coordinati dal colonnello David Egidi e con i Cacciatori di Sardegna coordinati dal maggiore Alfonso Musumeci. Le persone che custodivano la piantagione avevano anche un’arma con sé e infatti oltre che per la detenzione di droga c’è chi a processo finirà proprio per la detenzione illegale di una pistola e di otto proiettili. Il 28 marzo di fronte al tribunale in composizione collegiale saranno in aula Davide
Corda, 61 anni di Neoneli, Ignazino Piano, 47 anni di Villasor e Fabrizio Scintu, 37 anni di Gergei – i tre sono difesi dagli avvocati Stefano Piras, Riccardo Floris e Maurizio Piras, i quali hanno già formulato la richiesta di rito alternativo chiedendo l’abbreviato –. (e.carta)

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