L’ultima carta del Deledda è una raccolta di fondi

Paulilatino, è corsa contro il tempo per salvare il teatro dalla chiusura La compagnia lancia una sottoscrizione on line per raccogliere i soldi

PAULILATINO. Continua la corsa contro il tempo per salvare il teatro Grazia Deledda. La compagnia Teatro Instabile ha lanciato una sottoscrizione on line per raccogliere fondi. La struttura era stata messa all’asta dalla banca dove i proprietari avevano acceso un mutuo per finanziare i lavori di ampliamento dell’immobile che fu restaurato e riaperto nel 2006. Nei primi anni la compagnia aveva versato regolarmente le rate del prestito, ma con la progressiva riduzione dei trasferimenti statali e regionali non era più stata in grado di adempiere ai suoi obblighi.

La crisi ha avuto pesanti ripercussioni anche sui livelli occupazionali, pressoché dimezzati, e con il pagamento delle buste paga sospeso da circa un anno. In queste condizioni i proprietari del teatro hanno cercato a lungo di resistere sia incrementando l’offerta culturale che cercando la collaborazione e il sostegno delle istituzioni e degli imprenditori. Gli appelli agli investitori non hanno sortito l’effetto desiderato e persino il salvagente che sembrava potesse lanciare l’Unione del Guilcer attraverso lo strumento della programmazione territoriale si è sgonfiato all’ultimo per problemi burocratici. A quel punto alla compagnia d’artisti non è rimasto che dichiarare la resa.

Alla fine del 2018 il fondatore della compagnia, Aldo Sicurella, ha annunciato la chiusura del Deledda entro giugno di quest’anno. Un ultimo, disperato tentativo andava comunque fatto ed ecco quindi il direttore artistico volare a Roma per chiedere un incontro con il ministro dei Beni culturali e strappare la promessa di una sua visita a Paulilatino. Impegno che Alberto Bonisoli ha onorato a gennaio, a poche settimane dalle elezioni regionali. Le possibilità prospettate dal ministro riaccesero le speranze di Sicurella, che si disse ottimista: «Sarò folle, eppure non posso credere che una realtà culturale così importante per il Centro Sardegna possa morire». Il ministro aveva prospettato la possibilità di accedere a un fondo dietro la presentazione di un programma articolato e convincente e all’impianto di questo progetto la compagnia sta lavorando. Nel frattempo percorre anche altre strade per evitare la chiusura. Una è la raccolta
di fondi via internet: «La avviamo forti delle attestazioni di stima provenienti dal mondo della cultura e della scuola oltreché dai tanti spettatori abituali. Lanciamo un appello al sostegno attraverso la formula dell’Art Bonus oppure di una raccolta fondi con la formula Crowdfunding».

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