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«I dipendenti parlino in limba» mozione della minoranza

SAMUGHEO. Se un tempo erano molteplici i canali di trasmissione della lingua sarda, negli ultimi decenni si è quasi persa l'abitudine di usare il vernacolo locale come strumento della comunicazione...

SAMUGHEO. Se un tempo erano molteplici i canali di trasmissione della lingua sarda, negli ultimi decenni si è quasi persa l'abitudine di usare il vernacolo locale come strumento della comunicazione non formale all'interno dei nuclei familiari, con amici e conoscenti, a scuola e sul lavoro.

A Samugheo il bilinguismo si promuove con i progetti didattici e attraverso gli sportelli linguistici, ma c'è chi chiede di fare ancora di più favorendo l' introduzione delle forme scritta e orale dell'idioma nella pubblica amministrazione.

A spingere in questa direzione è il consigliere di maggioranza Gian Marco Pala, autore di una mozione presentata in consiglio comunale.

«La lingua non è solo l'elemento fondante dell'identità di un popolo, ma è la sua infrastruttura immateriale e contribuisce a formare il senso di appartenenza alla comunità», premette Pala nell'istanza scritta che impegna l'assemblea civica e il suo presidente a tradurre le delibere, ad aprire ogni seduta in lingua sarda e a chiedere ai dipendenti di comunicare in sardo tra loro e con il pubblico.

Il dibattito che si è aperto in aula ha fatto emergere opinioni
divergenti anche in seno alla maggioranza, soprattutto in merito alla scelta della lingua sarda comuna o "de mesania" e sull'opportunità di proporre e non di imporre. Tutti concordi, invece, sull'obiettivo di promuovere la diffusione del sardo.

Maria Antonietta Cossu

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