Agricoltura, il futuro è un’alga

La Tolo Green ha avviato a Milis e Arborea la coltivazione della spirulina. Serve anche per la zootecnia

MILIS. C’è una microalga, la spirulina, nel futuro dell’agrozootecnia sarda e l’isola, in particolare l’Oristanese, si candida a diventare, nell’arco di pochi anni, la maggior produttrice in Europa di questo cibo particolare. Niente paura, non è una medicina né il nome di un simpatico personaggio da cartoni animati. È invece un’alga che ha importanti proprietà nutritive. I primi significativi passi verso la sua produzione destinata all’alimentazione umana e alla zootecnica, ma anche alla cosmesi, sono già stati compiuti. Ieri mattina a Milis e Arborea, c’è stata l’inaugurazione dei primi due impianti di coltivazione che raggiungeranno, secondo le previsioni aziendali, una produzione complessiva annuale di 15 tonnellate, con processi totalmente sostenibili con impatto zero sul territorio.

Gli impianti sono della Tolo Green, che attraverso Milis Energy ha realizzato nel centro dell’Oristanese un grande intervento sull’energia alternativa. Proprio all’interno delle serre fotovoltaiche, ma anche in vasconi esterni, si sta già coltivando la spirulina livergreen, che, con un contenuto proteico fra il 60 e il 70 per cento, priva di iodio e glutine, non presenta controindicazioni alimentari. Altrettanto sta avvenendo ad Arborea, dove l’impianto è in una serra con il pavimento riscaldato per consentire la coltivazione nell’arco dell'intero anno.

Ieri mattina, nel corso di un incontro al quale hanno partecipato imprenditori, tecnici, amministratori locali, il progetto già in atto è stato presentato ufficialmente da Gilberto Gabrielli, fondatore a amministratore unico di Tolo Green e dai componenti dello staff tecnico, fra i quali, il biologo oristanese Claudio Ledda e Andrea Moro che si è occupato della realizzazione degli impianti.

Gilberto Gabrielli ha riassunto la storia di questa nuova attività, che parte dalla constatazione della difficoltà di portare avanti produzioni agricole all’interno delle serre fotovoltaiche «che però, a Milis, permettono di coltivare i limoni», ha precisato. Da qui l’idea di indirizzarsi verso le biotecnologie e di produrre spirulina che comporta un utilizzo bassissimo di acqua – quella dei vasconi non viene sprecata ma riutilizzata a ciclo continuo – rispetto al mais e alla soia, fondamentali in zootecnia, ma con valori nutrizionali inferiori alla microalga. I dati dimostrano
infatti che introducendola nella composizione dei mangimi per gli animali, nelle vacche aumenta notevolmente la produzione di latte, mentre, nei suini, la produzione di carne cresce del 15 per cento. Non a caso, fra i partner dell’iniziativa c’è la Cooperativa produttori Arborea.

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