I giovani volti di Intercultura alla scoperta del territorio

Dall’Olanda alla Thailandia: ospiti in altre zone d’Italia hanno partecipato alla Settimana di scambio A fare da guida ai sette ragazzi sono stati gli studenti che già svolgono la loro esperienza in città

ORISTANO. Si chiamano Pai, Parinda, Organn, Atiwan, Aradia, Julia e Ana Paula. Provengono da Thailandia, Olanda, Finlandia e Perù e sono i sette ragazzi studenti di Intercultura in altre parti d’Italia, ospiti della Settimana di scambio promossa anche quest’anno dai volontari del centro locale di Intercultura. L’iniziativa, che ha come obiettivo quello di far conoscere da vicino alle famiglie del territorio cosa significa aprire le porte della propria casa a un giovane straniero, si è conclusa sabato scorso, dopo una settimana intensa di confronto e condivisione.

Non un semplice progetto turistico nell’ambito del quale far conoscere il territorio dell’Oristanese ai sette studenti delle scuole superiori, ma un momento di accoglienza, ospiti delle famiglie e protagonisti di incontri con le scuole. A rendere ancora più speciale la settimana di scambio delle guide turistiche d’eccezione, ovvero i sei coetanei stranieri che attualmente stanno vivendo l’anno scolastico di scambio proprio nell’Oristanese. A fare da cicerone della città di Oristano e delle particolarità del territorio ci sono stati il thailandese Ploy, l’indonesiano Eduardo, Mariana dal Messico, l’honduregna Juliana, Ksjia dall’Austria, e la statunitense Sarah.

«Alla base del progetto educativo di Intercultura – ha spiegato Rosella Zocheddu, insegnante, volontaria – c’è la consapevolezza che lo scambio studentesco sia lo strumento privilegiato di apprendimento interculturale. La settimana di scambio riesce a ad avvicinare e a coinvolgere un numero sempre maggiore di famiglie e scuole del territorio interessate a sviluppare conoscenze e strumenti che li aiutino a vivere in un mondo sempre più connesso e globalizzato». Molte scuole della provincia hanno ospitato gli incontri offrendo un’occasione ai propri studenti di confrontarsi con coetanei stranieri confrontandosi – spiegano da i volontari di Intercultura – «nell'ambito di quelle che il Consiglio d’Europa definisce Competenze per una cultura della democrazia». Si va dal tema dei valori e dell’importanza di valorizzare le diversità culturali quale accrescitivo di democrazia, giustizia ed equità al tema del rispetto e della tolleranza, l’importanza del pensiero critico e quindi dell’acquisire competenze, ma anche conoscenza di se stessi per maturare comprensione critica degli altri e del mondo.

«È sempre emozionante vedere gli studenti, italiani e stranieri, riflettere su queste tematiche così importanti e attuali – prosegue Rosella Zocheddu –, perché sono un buon esempio di che cosa si può imparare quando ci si confronta con gli altri. Le cose che si imparano sono tante: noi abbiamo scelto di concentrarci sul modello europeo che descrive i valori, gli atteggiamenti, le abilità e le conoscenze utili a vivere insieme in condizioni di parità in società democratiche culturalmente diverse. Se guardiamo al mondo d’oggi – conclude Rosella Zoccheddu –
è importante cercare di cogliere le occasioni che ci consentono di sviluppare capacità e competenze utili a diventare cittadini aperti al mondo. La mobilità internazionale basata su un progetto educativo di questo tipo può essere un’occasione da cogliere».

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