La primavera che arranca non scoraggia i turisti

Laconi, prove generali in vista del grande afflusso di visitatori dei prossimi giorni Le guide turistiche raccontano le meraviglie del paese del Sarcidano

LACONI. Prove generali di turismo nella cittadina del Sarcidano. Sono numerosi i visitatori che in questi giorni fanno tappa a Laconi per ammirare le fioriture primaverili o per un picnic domenicale al parco Aymerich. La natura richiama i turisti, ma il paese è uno scrigno di tesori da scoprire. «Nonostante la veloce ascesa negli ultimi anni dell’importante museo delle statue menhir – racconta Federico Melis guida turistica dell’associazione De Lacon – anche grazie alla sua collocazione all’interno del palazzo Aymerich, che quest’anno ha superato le seimila visite paganti, quando le guide turistiche prendono contatti coi tour operator e con i turisti che vorrebbero visitare il borgo, fanno spesso fatica a spiegare che in un piccolo borgo di meno di duemila abitanti ci sia tanto da vedere e che non basta una mattinata e neppure una giornata per approfondire la visita».

Cosa può allora motivare un viaggio a Laconi, per chi magari conosce già lo splendido parco, il meraviglioso museo dei menhir e la casa del santo dei sardi oppure per chi ha a disposizione più di un giorno per poter visitare la cittadina? Sicuramente i motivi non mancano. Uno dei siti più interessanti da scoprire è il giardino all’italiana dei marchesi Aymerich. «Nel progetto dell’architetto Gaetano Cima, a cui furono commissionati la villa dei marchesi di Laconi e l’abbellimento dei sentieri del parco sovrastante, era presente un innovativo giardino all’italiana di due ettari che ancora oggi è l’unico nel suo genere in Sardegna e che conserva specie arboree esotiche più uniche che rare. La stagione migliore per visitarlo è la primavera, ma il giardino offre al visitatore sempre colori e profumi differenti», spiega Melis.

Altro sito degno di interesse è sicuramente il piccolo museo delle reliquie di Sant’Ignazio, che ospita alcuni reperti decisamente importanti: le reliquie del Santo e l’unico quadro che rappresenta l’effigie di Fra Ignazio, eseguito nell’ultimo giorno della sua vita. C’è poi il bellissimo Gesù Bambino Dormiente seicentesco, di fattura campana e rarissimo nel suo genere. Oltre al palazzo dei marchesi Aymerich, sono numerose le dimore signorili delle famiglie più abbienti che nei secoli hanno abitato a Laconi. Alcune, come la villa del Cavalier Piacenza, sono visitabili, in visita guidata, alcuni giorni dell’anno oppure su prenotazione.

Una di queste è sicuramente il villino in stile Art Nouveau del notaio Sulis, realizzato tra la fine Ottocento e i primi del Novecento e che racchiude al suo interno una bellezza inimmaginabile per chi da fuori osserva le sue mura scrostate e i balconcini in ghisa pressofusa ormai erosi dal tempo. «Ogni stanza dei due livelli della villa è riccamente affrescata in modo differente dalle altre. Un panorama che da solo vale la visita – racconta
Federico Melis–. Per una visita a Laconi che non sia la solita gita mordi e fuggi, ma un’esperienza ricca e particolare che rimanga un bel ricordo nel tempo, il consiglio è quello di affidarsi alle guide locali per scoprire le meraviglie più nascoste».

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