L’ospedale Delogu vacilla: un sit in per tenerlo in piedi

Ghilarza, amministratori e cittadini hanno protestato contro le ultime decisioni dell’Assl

GHILARZA. Il provvedimento straordinario adottato dall’Ats-Assl Oristano sta producendo gli effetti collaterali temuti dal comitato in difesa dell’ospedale Delogu, che ieri ha manifestato chiedendo organici autonomi all'interno dei reparti e del pronto soccorso ospedalieri. Per tamponare l’emergenza nel punto di primo intervento l’azienda di tutela della salute ha provvisoriamente ripiegato su alcuni medici del San Martino di Oristano e del reparto di chirurgia di Ghilarza. Questo ha comportato la sospensione degli interventi in day surgery, un contraccolpo difficile da digerire per gli attivisti del comitato, che da mesi reclamavano l’assunzione delle figure specialistiche necessarie a coprire tutte le unità operative.

Ieri una cinquantina di dimostranti hanno presidiato l’area d’accesso delle ambulanze reclamando il ripristino dei servizi sanitari ridotti all'osso o quasi, e la piena operatività dei reparti. Ma si dicono pronti a passare a forme di contestazione più dure se la situazione del punto di primo intervento non sarà risolta diversamente. «Si tiene aperto il pronto soccorso lasciando sguarnita chirurgia, è una soluzione inaccettabile. Sarebbe meglio raddoppiare il numero delle guardie mediche del pronto soccorso», ha sollecitato il portavoce del comitato Raffaele Manca. Il coordinamento non esclude quindi il ricorso ai blocchi stradali per far sentire le proprie ragioni. «Non condividiamo la soluzione dell’Areus, che per il funzionamento del Centro di emergenza territoriale del Delogu in fascia diurna intende impiegare il personale di medicina e di chirurgia», ha lamentato ancora Manca.

Il malcontento è palpabile ed esteso. «Siamo sempre costretti a rivendicare i nostri diritti, a respingere costantemente la minaccia di smantellare o di ridimensionare i servizi», ha affermato l'ex sindaco Tomaso Sanna. «Il punto di primo intervento è fondamentale per stabilizzare un paziente. All’ospedale Delogu è successo tante volte di dover intervenire nell’ora d’oro e di salvare così delle vite», è la testimonianza dell’ex infermiera Rita Manca.

Alla professionalità si aggiunge la dimensione umana. «Un malato ha bisogno di conforto oltre che di assistenza e qui lo trova. La politica dovrebbe tenere conto anche di questi valori», ha sottolineato Barbara Pinna, cittadina di Zuri, piccola frazione di Ghilarza. I rappresentanti della Regione presenti al sit in hanno ratificato gli impegni assunti. «Oggi la volontà politica è di riportare i presidi sanitari di periferia a un’autonomia gestionale che possa favorire la creazione di graduatorie autonome ed eliminare il problema della carenza di medici», ha dichiarato Francesco Mura, presente nella doppia veste di consigliere regionale e sindaco di Nughedu Santa Vittoria. Il fronte della protesta, comunque,
non si fermerà fino al superamento dell’emergenza. «Chiediamo che sia rispettata quantomeno la configurazione dell’ospedale proposta nella riforma sanitaria» ha rivendicato il sindaco Alessandro Defrassu.

Ancora una volta il territorio mostra compattezza, ora attende risposte.

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