Delitto del lago, la difesa: «Perizia psichiatrica per Fodde»

Tutti e cinque gli imputati hanno chiesto di essere processati con il rito abbreviato. Via il 10 giugno

GHILARZA. Prima novità: la difesa vuole una perizia psichiatrica per Christian Fodde. Seconda novità: nessuno degli imputati avrà davanti la corte d’assise. Tutto il processo per l’omicidio di Manuel Careddu, il 18enne di Macomer ucciso in un terreno sul lago Omodeo a Soddì l’11 settembre scorso, avverrà di fronte a un solo giudice, quello per le indagini preliminari dei tribunali dei minori di Cagliari e di fronte al suo omologo del tribunale di Oristano chiamato invece a giudicare i maggiorenni. Da ieri il quadro è chiaro, come è ormai è ufficiale che saranno tutti processi a porte chiuse ovvero senza pubblico e quindi anche senza stampa. Lo prevede la legge e questa opportunità hanno sfruttato tutti i legali dei cinque imputati per omicidio volontario.

In realtà il motivo per cui l’hanno fatto può essere facilmente intuibile: la scelta del rito abbreviato si porta con sé automaticamente anche l’obbligo di sconto di un terzo della pena che il giudice vorrà applicare qualora ritenesse gli imputati colpevoli.

Le ultime novità di questa velocissima fase procedurale si sono avute ieri mattina. Mancavano due nomi nell’elenco di coloro che avevano chiesto il rito abbreviato e, nell’ultimo giorno concesso, si sono aggiunti agli altri. Anche Christian Fodde e Matteo Satta dribblano la corte d’assise con la sua giuria mista composta di magistrati veri e giudici popolari. La loro richiesta, conseguente a quella dei pubblici ministeri Ezio Domenico Basso e Andrea Chelo che avevano sollecitato il rito immediato, è però condizionata a due differenti richieste. L’avvocato Aurelio Schintu, difensore di Fodde, vorrebbe che il suo assistito sia sottoposto a perizia pischiatrica che tenda a dimostrare l’incapacità di intendere e volere nel momento in cui è stato deciso, preparato e compiuto il delitto.

L’avvocato Antonello Spada, da qualche giorno legale di Matteo Satta, il ragazzo che tenne con sé a Ghilarza i telefonini mentre gli altri erano sul luogo dell’esecuzione, ha invece condizionato la richiesta di rito abbreviato all’audizione di due file audio delle intercettazioni. Evidentemente ritiene che nei passaggi di quelle conversazioni ci siano elementi che possano aiutare a valutare meglio la posizione del suo assistito. La mossa degli avvocati, che segue quella di Gianfranco Siuni e Giancarlo Frongia per i minorenni C.N. e G.C., e di Angelo Merlini per l’altro maggiorenne Riccardo Carta, passerà adesso sotto il vaglio del giudice che può accogliere la richiesta oppure no e concedere eventualmente solo l’abbreviato secco e quindi non condizionandolo ad altri atti d’indagine. Lo si saprà solo al momento dell’udienza e per ora si conosce solo la data del procedimento di fronte al tribunale dei minori di Cagliari che ha fissato l’apertura del dibattimento per il 10 giugno. Anche in questo caso la richiesta di abbreviato degli avvocati Siuni e Frongia è condizionata ad un’altra richiesta. Il primo difensore ha chiesto una perizia che certifichi l’immaturità di C.N. al momento del delitto, il secondo invece
alla trascrizione e all’audizione delle intercettazioni.

Al processo per i minorenni non saranno ammesse le costituzioni delle parti civili perché la legislazione non lo prevede. Saranno invece in aula al processo, rappresentate dagli avvocati Luciano Rubattu e Angelo Merlini.

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