Chirurgia mammaria, oggi incontro decisivo

Sul previsto stop agli interventi, i vertici Assl vedranno il medico Luciano Curella «Non mi hanno comunicato formalmente nulla. Dovranno fornire chiarimenti»

ORISTANO. Sarà decisiva la riunione di stamattina tra i vertici dell’Ats e della Assl di Oristano, e Luciano Curella medico chirurgo del San Martino, per decidere il futuro degli interenti di chirurgia mammaria, e delle patologie tiroidee nel nosocomio oristanese.

Secondo la delibera della giunta regionale dello scorso anno infatti, la rete chirurgica territoriale avrebbe dovuto subire un ridimensionamento, in questo caso con la perdita di autonomia della chirurgia senologica e il suo contemporaneo “trasferimento” sotto la direzione del San Francesco di Nuoro.

La delibera era subito esecutiva, e avrebbe dovuto mettere in discussione gli interventi nel presidio ospedaliero di Oristano. Ma contrariamente a quanto indicato in un primo momento dal direttore della Assl Mariano Meloni, e cioè che le attività chirurgiche si sarebbero comunque dovute interrompere, nulla di tutto ciò è accaduto. Nelle scorse settimane era trapelato l’acceso confronto tra medico e direzione della Assl, che aveva di fatto “invitato” il chirurgo a interrompere subito le attività e gli interventi per l’asportazione dei tumori della mammella. Diversamente la responsabilità del protrarsi degli interventi sarebbe stata esclusivamente «a rischio e pericolo» del chirurgo.

Il dottor Luciano Curella aveva però deciso di continuare a operare, sia per non disattendere la lunga lista d’attesa presente nel reparto, sia perchè, spiegava lo stesso medico, la decisione della Regione si basava su dati non corretti, sia soprattutto perchè «non ho ricevuto nessuna comunicazione scritta a interrompere l’attività. Certamente qualcosa i vertici della Assl dovranno spiegare a me e alle tante pazienti in attesa, che trovano comunque un punto di riferimento nella nostra chirurgia».

Questi chiarimenti dovrebbero arrivare oggi. Ma intanto, di comunicazioni scritte, che mettano al sicuro medici, anestesista ed infermieri dell’equipe circa la regolare esecuzione degli interventi chirurgici, in due settimane dalla paventata possibilità di interruzione non ce ne sono state. «Non ho ricevuto né comunicazione formale ad interrompere, né a proseguire – continua Curella
– e se la Assl dovesse decidere di mettere un fermo, dovranno anche prendersi la responsabilità di comunicarlo formalmente alle donne che attendono di essere operate e quindi dovranno gestire la lunga lista d’attesa, oltre che dirottare in altri ospedali gli interventi programmati qui».

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