Croceristi soli e abbandonati

Senza accoglienza la prima nave arrivata al porto. La causa: forse disguidi con l’Autorità portuale

ORISTANO. Doveva essere un'accoglienza a base di degustazioni di prodotti tipici dell'Oristanese, e invece i turisti arrivati da Nizza domenica al porto industriale di Oristano, a bordo della nave da crociera Berlin, non hanno trovato niente di tutto ciò. Ad attenderli, tre pullman per visitare Barumini e Nuraghe Losa, altri due per Cabras e Tharros e alcuni taxi che hanno accompagnato 100 di loro a Oristano. All'ora di pranzo, a negozi chiusi. Eppure l’avvio dello scalo croceristico oristanese era partito un anno fa, sotto una buona stella. O così sembrava, quando il 12 maggio 2018 la stessa nave Berlin approdava nello scalo marittimo, accolta secondo i migliori biglietti da visita. Ad animare con sapori e colori il desolante porto industriale, allora c’erano donne in costume sardo del luogo, stand per le degustazioni di vini, formaggi e quant'altro potesse offrire ai vacanzieri l'idea di un territorio che ha molto da offrire. Ma domenica lo scenario è apparso per quello che è abitualmente: uno scalo merci dove oltre le banchine c'è solo il colore dell'asfalto. Un caso? Non proprio, anche perchè la settimana prima doveva approdare la nave Ponant con a bordo dei golfisti, che però a causa della burrasca non è nemmno partita da Port Mahon, ma se fosse arrivata, l’accoglienza sarebbe stata comunque inesistente. Ma allora cosa si è incagliato, nel tragitto dell’accordo siglato tra il Presidente dell’Autorità portuale della Sardegna, Massimo Deiana, il presidente del Consorzio Industriale, Massimiliano Daga, il sindaco Andrea Lutzu e il presidente della Camera di Commercio, Nando Faedda, per valorizzare il territorio cogliendo l'opportunità di accogliere il turismo croceristico a Oristano? «Lo scorso anno siamo partiti davvero con entusiasmo – ha detto il presidente del Consorzio Industriale, Massimiliano Daga – e con i volontari siamo riusciti a dare ai turisti un’ottima immagine del territorio, grazie agli operatori di alcune aziende enogstronomiche che hanno offerto le degustazioni e grazie alle mogli dei piloti del porto che si sono impegnate ad allestire. Credevamo di poter ripetere l'esperienza con le stesse modalità, ma tecnicamente non spetta a noi organizzare – spiega – e quindi siamo in attesa di definire meglio la programmazione». «Siamo stati contattati dal presidente Massimiliano Daga – ha fatto sapere Sergio Cutuli, presidente Confapi – per programmare le strategie di accoglienza, per quanto riguarda il settore alimentare e abbiamo accettato con entusiasmo questa idea, anche perchè crediamo nello sviluppo del porto. L'idea è appparsa ottima dal principio, ma poi qualcuno l'ha bloccata e ciò penalizza il nosro territorio. Massimiliano Daga ha tutta la mia stima perchè si è sempre mostrato disponibile a promuovere il territorio, ma è giusto che i malesseri vengano a galla per poterli affrontare». A galla come le navi super lusso che giungono a Oristano e che raddoppieranno le presenze. «Dalle due del primo anno siamo passati a nove – ha detto il presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, Massimo Deiana – e contiamo di far crescere ancora il numero. Crediamo nello sviluppo del porto; i turisti considerano questa zona selvaggia e incontaminata. Nei prossimi giorni faremo un sopralluogo per capire di cosa ci sia bisogno per garantire un’accoglienza ottimale». Ed è proprio sulla promozione del territorio che Deiana chiarisce come che «noi non promuovo il territorio, ci preoccupiamo che le navi abbiano un approdo sicuro. L'Autorità promuove il calendario,
l’altra promozione spetta a Comuni e Camera di Commercio. Sembra quasi che le navi arrivino ad Oristano grazie al Consorzio Industriale ma la verità è che l'Autorità di Sistema Portuale ha fatto conoscere questo scalo e continuerà a promuoverlo, senza alcun sconfinamento di competenze».

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