Turismo sul lago Omodeo in garage il trenino verde

Soddì, l’amministrazione non riesce a gestire i costi e vuole coinvolgere i privati In 16 anni usato per 670 ore. Nasce l’ipotesi di concessione in usufrutto

SODDÌ. L’antico sogno legato alla valorizzazione degli itinerari culturali e naturalistici del territorio è tramontato, ma per il trenino verde si può ancora immaginare una seconda vita. La locomotiva su gomme ha smesso da tempo di rappresentare un possibile volano dello sviluppo turistico per trasformarsi in un costo morto, eppure il Comune non dispera di trovare il modo di sovvertire il sin qui deficitario rapporto costi-benefici. Il bilancio negativo dei primi sedici anni di attività ha spinto l’amministrazione comunale del piccolissimo paese sulle sponde dell’Omodeo a rivedere le modalità di gestione del veicolo.

Per la giunta Pes la chiave di volta potrebbe essere la concessione del diritto di usufrutto subordinata alla condizione di mantenere invariata la destinazione d’uso del bene. L’intento è di trovare operatori economici che utilizzino il mezzo per le stesse finalità per cui l’ente locale lo acquistò nel 2003. «Ci sono molti operatori interessati e questa è la soluzione a cui abbiamo pensato per i prossimi dodici mesi», ha spiegato il primo cittadino Greta Pes, che però non ha dichiarato la resa sulle progettualità legate al turismo, «Fermo restando che l’amministrazione comunale non intende vendere il suo trenino proprio perché convinta della sua utilità – ha puntualizzato –. C’è però bisogno di una programmazione più articolata e a lungo termine, e noi ci lavoreremo».

Se l’idea dell’usufrutto desse i frutti sperati permetterebbe di ammortizzare in poco tempo una parte rilevante dei costi. La spesa per lasciare il trenino turistico parcheggiato all’interno di un deposito per buona parte del tempo non è infatti indifferente: anche tenendolo fermo si spendono parecchi soldi, come quelli per il bollo che costa più di mille euro all’anno. Una cifra esagerata se rapportata alle 670 ore di percorrenza totalizzate in sedici anni ovvero poco più di 40 ore di utilizzo in 365 giorni. Con la cessione del diritto di usufrutto, invece, il trenino che porta i gitanti per le strade che si affacciano sui meravigliosi paesaggi offerti dall’Omodeo verrebbe utilizzato per dieci mesi non continuativi o per sette consecutivi, che decorrerebbero dalla data di registrazione del contratto fino a settembre del 2020 oppure dal prossimo ottobre fino all’aprile successivo. Nel primo caso
si partirebbe da un importo a base d’asta di 100 euro al giorno e nella seconda ipotesi da un minimo di 200 euro. Le cifre stimate al ribasso sarebbero di 30mila euro per il periodo più lungo e di 42mila per quello più breve. È un’opportunit? E se lo è, ci sarà qualcuno che la coglierà?

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