Cabras, l'anfiteatro di Tharros in cantina

La struttura usata per ospitare il pubblico ai concerti di Dromos non sarà rimontata. Il sindaco: «Costa troppo»

CABRAS. Doveva diventare un punto di riferimento per i grandi eventi, invece l’anfiteatro amovibile da 1.200 posti quest’anno rimarrà nel deposito in cui è stato riposto dopo essere stato smontato dal sito archeologico di Tharros alla fine dell’estate scorsa, un volta terminati gli eventi di Dromos. Il sindaco Andrea Abis non boccia la struttura, ma il costo elevato che richiede l’allestimento nell’area archeologica, dove l’afflusso ripetuto in un breve arco di tempo di migliaia di persone potrebbe arrecare danni alla fragilità del sito.

«Senza il contributo della Regione – spiega Abis – non possiamo sostenere i costi che una struttura come quella richiede per l’allestimento e il trasporto. Servono più viaggi per portare i componenti e bisogna utilizzare piccoli mezzi. Questa operazione limita i rischi d’impatto sul sito, però richiede necessariamente maggiore tempo, perché tutte le operazioni devono essere effettuate

usando ogni possibile precauzione. E questo, evidentemente, fa lievitare i costi».

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