L’anfiteatro di Tharros in cantina

La struttura usata per ospitare il pubblico ai concerti non sarà rimontata. Il sindaco: «Costa troppo»

CABRAS. Doveva diventare un punto di riferimento per i grandi eventi, invece l’anfiteatro amovibile da 1.200 posti quest’anno rimarrà nel deposito in cui è stato riposto dopo essere stato smontato dal sito archeologico di Tharros alla fine dell’estate scorsa, un volta terminati gli eventi di Dromos. Il sindaco Andrea Abis non boccia la struttura, ma il costo elevato che richiede l’allestimento nell’area archeologica, dove l’afflusso ripetuto in un breve arco di tempo di migliaia di persone potrebbe arrecare danni alla fragilità del sito.

«Senza il contributo della Regione – spiega Abis – non possiamo sostenere i costi che una struttura come quella richiede per l’allestimento e il trasporto. Servono più viaggi per portare i componenti e bisogna utilizzare piccoli mezzi. Questa operazione limita i rischi d’impatto sul sito, però richiede necessariamente maggiore tempo, perché tutte le operazioni devono essere effettuate usando ogni possibile precauzione. E questo, evidentemente, fa lievitare i costi».

Per risparmiare sulle spese ed evitare problemi per l’area archeologica, gli amministratori pensano a un percorso alternativo che sia meno impattante. «Le idee in questo senso non mancano – prosegue Abis –. Per renderle operative però occorre una buona progettazione e l’assenso degli altri organi preposti alla tutela del sito. Se la Regione ci sosterrà economicamente, in futuro, non escludiamo il riutilizzo della struttura. Questo non significa che abbandoniamo Tharros, bensì che cerchiamo di fare degli eventi a minore impatto, introducendo nel sito delle infrastrutture più leggere».

L’impiego dell’anfiteatro amovibile, per sgomberare il campo da possibili polemiche, non ha causato alcun danno all’area archeologica né all’ambiente. Il sistema di sicurezza e controllo, attivato sia in fase di montaggio degli elementi della struttura che durante gli eventi proposti in particolare durante gli spettacoli di Dromos ha funzionato perfettamente e tutto è stato curato con la massima attenzione. Pur riconoscendo l’importante ricaduta economica e promozionale che l’attenzione mediatica concentra su Tharros e sul territorio nella stagione dei grandi eventi, il sindaco e la sua maggioranza sono più propensi al suo utilizzo per spettacoli con un pubblico contenuto. «Quest’anno – conclude –, vorremmo fare qualche spettacolo a Tharros, ma anche allargare l’offerta a San
Giovanni di Sinis e al centro urbano di Cabras. Stiamo lavorando per questo, pensando però di non concentrare gli eventi solo nel periodo di maggiore presenza turistica. L’obiettivo è di allungare la stagione differenziando l’offerta e predisponendo un cartellone più spalmato nel tempo».

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