Villaurbana, la plastica vietata anche nelle case

Originale ordinanza del sindaco. Dal prossimo anno sanzioni pecuniarie «Divieto di vendita, acquisto e utilizzo di oggetti monuso non biodegradabili»

VILLAURBANA. All'insegna del motto “liberi dalla plastica” si prospettano tempi duri per le massaie ai piedi del Grighine, e anche per gli esercizi commerciali che continuano ad avere la “bizzarra” idea di vendere prodotti di plastica usa-e-getta.

Le donne di casa, punto di riferimento della vita familiare entro le mura domestiche, dal primo giugno dovranno vedersela con una ordinanza sindacale che stabilisce usi e consumi di plastica, non solo in luoghi pubblici ma anche nella lista della spesa dei residenti.

Nello specifico, il documento firmato dal sindaco Paolo Pireddu qualche giorno fa, definisce due step propedeutici a liberare il paese dalla plastica.

Dal 1 giugno entrerà in vigore il divieto di utilizzo nei luoghi pubblici e durante le manifestazioni di prodotti in plastica monouso non biodegradabili.

Ciò significa che nei parchi, nelle sedi delle associazioni, qualsiasi sia l'evento per cui verrà utilizzata plastica monouso, dovrà essere biodegradabile. Lo stesso varrà per la prossima sagra del pane. Dai piatti per le degustazioni, ai bicchieri per brindare, sino i palloncini in vendita per i bambini, tutto dovrà essere “plastic free”.

Successivamente, a partire dal 1 gennaio 2020 si aggiungerà il divieto di vendita, acquisto e utilizzo sul territorio comunale di prodotti monouso non biodegradabili. Non solo le botteghe, i bar e le attività commerciali ma anche le famiglie villurbanesi dovranno bandire dalla lista della spesa oggetti usuali nelle dispense. Via piatti, bicchieri e posate di plastica, ma anche cotton fioc, cannucce, palloncini e cialde da caffè.

Un divieto che si farà sentire anche nel bilancio domestico, visto che i prodotti monouso biodegradabili sono più dispendiosi.

Per i trasgressori sono
previste sanzioni sino a cinquecento euro. «L'obiettivo è quello non solo di sensibilizzare la cittadinanza sul tema ambientale – sottolinea Pireddu – ma in particolare dare una scossa a Regione e al governo nazionale, a cui è stata inviata l'ordinanza, affinchè legiferino a riguardo».

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