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Perdisci e il ruolo del sindacato: «Ultimo baluardo nel territorio»

Il segretario provinciale della Cisl parla del suo compito come di una sfida a sostegno dei cittadini: «Drammatico il quadro della disoccupazione. L’ancora di salvezza è lo sviluppo delle piccole imprese»

ORISTANO. «Quando mi sento dire che i sindacati sono ormai superati, invito sempre a riflettere quali alternative possano avere i cittadini dei centri che, come tantissimi in questa provincia, non hanno più neppure una scuola o un ufficio postale. Se continuiamo ad aver un senso e a svolgere un ruolo importante è proprio perché siamo ormai l’ultimo baluardo in un territorio dove s’è fatto il deserto».

Alessandro Perdisci, dal 2017 è il segretario provinciale della Cisl. «Fare sindacato in un territorio spopolato e suddiviso in 88 Comuni che spesso non hanno neppure un collegamento viario accettabile, significa accettare una sfida, che è quella di non far sentire mai nessuno cittadino di periferia», dice.

«Noi – prosegue il sindacalista -, quella sfida l’abbiamo sempre affrontata e non è un caso se, oltre alla sede di Oristano, siamo presenti in altri 15 centri con sedi e recapiti».

Sindacalista di una provincia che vive storie di isolamento interno («Ci sono centri che devi letteralmente affrontare un viaggio per raggiungerli», racconta), in costante lotta con il problema dei problemi: il calo demografico che porterà, nell’arco di qualche decennio, alla scomparsa dei paesi più piccoli. È anche per questo che quasi la metà degli oltre diecimila iscritti alla Cisl sono pensionati: la categoria più forte in una terra dove il lavoro quasi non c’è più. Funzione pubblica, scuola, agroalimentare, sono infatti i settori dove si concentrano il maggior numero di tesserati al sindacato.

«Prima della grande crisi - sottolinea Perdisci - eravamo molto forti con gli edili, ma ora che in questo settore c’è stato un calo di occupati superiore al 40 per cento, è facile immaginare le conseguenze».

Il lavoro che non c’è è sicuramente il problema principale «Il tasso di disoccupazione - ricorda - sfiora il 19 per cento e se consideriamo che il 40 per cento dei senza lavoro è rappresentato da giovani fra i 15 24 anni, il quadro è ancora più drammatico – dice il sindacalista – questa provincia poi, con il record di anziani, deve fare i conti con la crisi demografica: problemi che si risolvono solo con progetti e la volontà di mandarli avanti».

Infrastrutture, collegamenti, enegia, questi sono i punti cardine sui quali la Cisl oristanese basa le sue rivendicazioni. «Esistono opere irrinunciabili, come, la dorsale del metano - enumera Perdisci - ma anche i collegamenti viari e quello ferroviario con il porto industriale: senza di questi inutile pensare che in futuro di possano insediare nuove realtà imprenditoriali».

Agroalimentare, cultura e turismo, sono diventate le principali voci dell’economia del territorio. «Qui, dove la grande industria non è mai nata ci sono realtà medio piccole. Se pensiamo che, a parte il pubblico impiego, le due aziende con il maggior numero di buste paga sono il Consorzio di Bonifica e la 3A, ci si intende subito conto come sia andato avanti lo sviluppo economico
del territorio – dice – Noi non dobbiamo illuderci che qui nasceranno i grandi stabilimenti, che potrebbero arrivare, la nostra vocazione è quella della piccola impresa: una crescita sostenibile che però – conclude – va incentivata con graranzie di servizi e agevolazioni fiscali».

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