Don Enrico Porcedda è un nuovo servo di Dio

Seneghe, venerdì l’ordinazione del sacerdote che prende i voti a soli 25 anni «Non sempre le scelte facili sono quelle che ci rendono felici»

SENEGHE. C’era tutta la comunità seneghese a salutare il suo nuovo sacerdote Don Enrico Porcedda, venerdì nella chiesa intitolata a Maria Immacolata. Il rito di ordinazione presbiterale, presieduto dall’arcivescovo di Oristano Ignazio Sanna, si è quindi rinnovato a poco più di due anni dall’ordinazione di Don Alessandro Manunza, altro seneghese che aveva deciso di prendere i voti. La commozione era palpabile anche questa volta tra i fedeli che hanno partecipato al sacro rito. Commozione crescente man mano che si avvicinava il momento in cui l’ordinando si sarebbe svestito della stola da diacono per indossare i paramenti che gli avrebbero conferito la dignità sacerdotale e con essa attribuito il compito di guidare il popolo cristiano che gli sarà affidata.

La commozione si leggeva anche nel viso di Don Enrico, in alcuni momenti scosso dal pianto. Ma le sue erano lacrime di gioia. Si capiva dall’espressione serena dei suoi occhi. Diventare sacerdote a meno di 25 anni, significa aver scelto una strada difficile da percorrere. Ma quel cammino, quando si ha la certezza di aver fatto la scelta giusta, diventa entusiasmante. Lo hanno capito i fedeli, i suoi amici di sempre, i precettori e i tantissimi sacerdoti che gli sono stati accanto durante la sua formazione, a cominciare dal parroco Don Antonello Serra.

Ne hanno avuto certezza quando è stato chiamato sull’altare per confermare, davanti all’assemblea, la volontà di donarsi a Dio e alla Sua chiesa, e agli altri fratelli. Quella risposta, chiara e forte, “Eccomi!” ha commosso tutti e il padre Salvatore, la madre Elsa, la sorella Marta non sono riusciti a trattenere le lacrime, perché si trattava di una risposta definitiva. «Sono felice, perché si può essere felici anche consacrandosi al Signore – aveva detto qualche giorno fa Don Enrico –. Non sempre sono le scelte facili a renderci felici, ma quelle impegnative, forse non comuni, perché ciascuno di noi è diverso, pensato, voluto e creato in maniera unica. Mi piace pensare che la mia scelta possa aiutare i miei coetanei a fare scelte sagge, prudenti, che siano frutto di riflessione».

L’arcivescovo Sanna – per lui è stata l’occasione per salutare la comunità seneghese a poche settimane dalla conclusione della sua permanenza a capo dell’arcidiocesi arborense – ha sottolineato quanto l’impegno del sacerdote sia importante e difficile. «Dovrai benedire, accompagnare, confortare tante persone – ha detto rivolgendosi al neo presbitero –, fallo sempre portando loro Gesù».

La
cerimonia è stata accompagnata da oltre cento cantori, quelli del coro Ars Antiqua, del coro maschile Montiferru e del coro parrocchiale, magistralmente diretti dal maestro Nicola Piredda. Oggi, alle 18, nella chiesa parrocchiale, Don Enrico celebrerà la sua prima messa.

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