Tartufi business in crescita, ma serve una legge

Laconi, il 23 giugno torna la sagra del “diamante nero” del Sarcidano

LACONI. La cittadina del Sarcidano si prepara a ospitare, domenica 23 giugno, l’undicesima Sagra del Tartufo di Sardegna. Una manifestazione particolarmente attesa, organizzata dalla Pro Loco e dal Comune, che quest’anno è stata finanziata dalla Regione con il cartellone “Stiddius de Oru”. Se lo scorso anno la raccolta di quello che viene definito il diamante nero del Sarcidano è andata nettamente al di sotto delle aspettative per via del lungo periodo di siccità, quest’anno invece, grazie a una stagione eccezionalmente piovosa, la raccolta è andata decisamente meglio. Madre natura ha insomma restituito ciò che aveva levato solo dodici mesi addietro e non si può che essere soddisfatti anche perché l’attività della raccolta e del confezionamento del tartufo sta regalando parecchie soddisfazioni ai pochi imprenditori che operano nel settore.

Fulcro della manifestazione, negli ultimi due anni, è il centro storico cittadino in modo da consentire ai visitatori la possibilità di poter fruire delle visite guidate ai siti di maggior interesse. Laconi, sempre molto attiva anche nel campo del turismo, coglie così una doppia opportunità. Nella via principale, dunque, saranno allestiti gli stand con l’esposizione di prodotti enogastronomici e dell’artigianato. Per chi desidera un pranzo con piatti a base di tartufo locale, nel punto ristoro allestito in Su passaggiu de Su Marchesu, il viale nel verde che collega il Palazzo Aymerich con il giardino privato, si potranno gustare, all’interno di un menù completo, i malloreddus alla crema di tartufo e la pecora in umido al tartufo. Per conoscere, invece, i segreti della preparazione del tartufo, a palazzo Aymerich è in programma una dimostrazione culinaria con lo chef Alessandro Farci.

Per approfondire il discorso del tartufo come risorsa, sempre a Palazzo Aymerich, alle 10, si terrà una tavola rotonda in collaborazione con l’agenzia Laore dal tema “Il tartufo e le biodiversità del Sarcidano. Opportunità di sviluppo rurale”. Il tartufo, scoperto nel territorio del Sarcidano in tempi relativamente recenti, rappresenta certamente un’opportunità di sviluppo importante, ma è necessaria e urgente una norma che tuteli questa preziosa risorsa. La legge che regolamenta la raccolta e la valorizzazione del tartufo, però, è da tempo ferma in consiglio regionale, continuamente rinviata come quella per i funghi. Senza la legge si corre il rischio che raccoglitori improvvisati, che operano con strumenti non idonei e senza l’ausilio
dei cani, immettano sul mercato un prodotto non maturo, quindi non profumato, che porta come conseguenza il deprezzamento del tartufo sardo e naturalmente la preoccupazione principale è che la raccolta selvaggia possa danneggiare le tartufaie compromettendone gravemente la produzione.

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