Da tutto il mondo a Gonnostramatza per studiare la produzione bio

Michele Cuscusa ha trasformato la sua azienda in una scuola agrituristica

GONNOSTRAMATZA. Sperimentare nuovi prodotti, come il provolone di latte di capra, ovviamente biologico, che gli ha fatto ottenere anche riconoscimenti importanti ma anche trasformare la sua azienda agrituristica in una vera propria scuola, dove, si va ad imparare a trasformare il latte in formaggio, yogurt, ricotta e gelato.

Michele Cuscusa e i suoi fratelli, in trent’anni hanno trasformato la loro azienda agrozootecnica in un luogo cult per gli amanti del “fatto in casa”, soprattutto bio.

«Diventare casaro in tre giorni», è sicuramente una delle offerte dell’agriturismo con fattoria didattica nel cuore della Marmilla, che per chi sa che per imparare quel mestiere ci vogliono anni di studio, magari alla scuola di specializzazione di Lodi, può apparire bizzarro e persino piuttosto illusorio.

«Da noi vengono da tutto il mondo e non soltanto vacanzieri e curiosi, ma anche studenti universitari. Da poco abbiamo ospitato una aspirante allevatrice arrivata apposta dal Perù per apprendere le tecniche di allevamento della pecora da latte», dice Cuscusa oggi a capo di una delle aziende agro biologiche più longeve della Sardegna.

«Produrre in biologico non è solo una scelta imprenditoriale ma anche una filosofia di vita», spiega Cuscusa che da ragazzo aveva ben altri obbiettivi che allevare pecore, capre, cavalli e maiali e di coltivare foraggi e cereali rinunciando all’impiego di fitofarmaci e concimi chimici.

«Sì è vero – racconta – da ragazzo sognavo di diventare un acrobatic barman e stilista di moda: ho scelto la campagna e non ho alcun rimpianto, anzi». Ed aggiunge: «Allevare è nella tradizione familiare. La scelta di optare per la diversificazione è indispensabile. La monocoltura non può funzionare. La storia dell’umanità dimostra che solo la biodiversità ci può mettere al riparo dal rischio di carestie. Qui in Marmilla abbiamo una enorme biodiversità: di botanici hanno scoperto la presenza di 95 erbe spontanee che crescono unicamente in questo territorio. Se la natura ha dato tanto perché serviva per assicurare equilibrio, non possiamo commettere l’errore di cancellare tanta ricchezza».

La voglia di sperimentare ha portato Michele Cuscusa ad ottenere prodotti innovativi che riscuotono un certo successo da parte dei consumatori, sempre più alla ricerca di prodotti biologici e non unicamente nei mercati “a chilometro zero”.

Cuscusa conclude con un annedoto. «Quando partecipai all’Expò portai uno dei miei “gioielli”: il gelato a base di latte di pecora, i cui segreti di preparazione insegno
anche nei corsi aziendali. Il gelato ebbe tanto successo che i 75 chili che avevo preparato confidando bastassero una settimana, finirono nell’arco di una sola giornata: evidentemente non avevo calcolato che Milano non è Gonnostramatza e che all’Expò ci sarebbero stati tanti visitatori».

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