Dieci diplomati dietro le sbarre

A Massama esami di maturità superati con successo per i detenuti della sezione Alta Sicurezza 1

ORISTANO. Una decina di studenti speciali si sono diplomati in amministrazione, finanza e marketing. Luogo dell’esame, il carcere di Massama. Protagonisti i detenuti della sezione Alta Sicurezza 1 che hanno trovato nello studio un briciolo di libertà. I libri sono diventati motivo di riscatto e hanno viaggiato insieme alle lancette per dare un senso alle ore, ai minuti e ai secondi fino ad arrivare al giorno dell'esame di Stato conclusivo del corso in “Amministrazione Finanza Marketing”, che da cinque anni è organizzato nella casa di reclusione dall’Istituto tecnico “Lorenzo Mossa” e che dall'anno scolastico 2017/2018, per la prima volta in Sardegna, ha visto dei detenuti sostenere l'esame di maturità.

«I dieci neodiplomati sono i veterani e il fiore all’occhiello di un nutrito gruppo di detenuti che, nonostante le tante difficoltà della vita in carcere, hanno deciso di rimettersi in gioco tra i banchi di scuola. Hanno un’età compresa tra i trenta e i sessant’anni, vite segnate dalla delinquenza, dalla violenza e dai molti anni già trascorsi e spesso ancora da trascorrere in carcere, lontani dalle famiglie sparse per mezza Italia – dice Giovanni Vito Distefano, docente di Italiano e storia alla casa circondariale – eppure, anno dopo anno e poi nelle ultime frenetiche settimane di preparazione, hanno trovato l’applicazione e il metodo giusti per cavarsela tra romanzi storici e formule matematiche, codici giuridici e procedure dell’economia aziendale. Con risultati egregi, dato che tra di loro figura uno dei (pochi) 100 dell’intero Istituto tecnico».

Un modo per riscattarsi, per dialogare con sé stessi attraverso la cultura e per non guardare il tempo come mero conto alla rovescia ma come un'opportunità da riempire di nuovi interessi e sfide per crescere anche stando fermi. «Non è facile dire cosa cambierà nel futuro dei neodiplomati dopo questo traguardo. Poco per certi versi, considerata la capacità pressoché nulla del sistema penitenziario di operare per il reinserimento dei detenuti nella società – prosegue Distefano – il diploma appena raggiunto, però, è il segno di un interesse per la cultura, di un’abitudine e, in alcuni casi, di una vera e propria propensione allo studio che sono già i segni concreti di un cambiamento capace di agire in profondità nelle persone coinvolte». Oltre al corso dell'Istituto Tecnico nella Casa circondariale ne è presente un altro di scuola superiore dell'Istituto d'arte e uno di scuola media curato dal Centro Provinciale per l'Istruzione degli adulti (Cpia 4) di Oristano grazie a cui 6 detenuti (2 del circuito detentivo di AS1 e 4 dell’AS3) hanno appena conseguito la licenza media. Dovrebbe essere attivato in futuro anche un corso di agraria per privatisti. «Ancora una volta, grazie alla collaborazione della dirigenza e dei docenti, coordinati da Maria Antonietta Pau, è stato raggiunto un significativo risultato», ha detto Marillina Meloni, dirigente scolastico del Mossa. Ma i diplomi non sarebbero mai stati ottenuti senza la collaborazione tra scuola, direzione del carcere e l’intero corpo di
polizia penitenziaria che insieme all’area educativa ha lavorato per realizzare questo progetto. A settembre si avranno cinque classi a Massama. Le iscrizioni, già aperte, hanno già superato quelle dello scorso anno. I libri portano ovunque, e il sapere, per fortuna, non conosce barriere.

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